IN CONCRETO – Consegnare il non detto alla parola 6*

La comunicazione interpersonale è sempre più laconica e ridotta anche nelle relazioni più significative, e questo riguarda particolarmente gli aspetti problematici e l’espressione di sentimenti in particolare quelli che si ritengono aggressivi o comunque poco accettabili.
Per modificare la situazione in quest’ambito occorre neutralizzare la propria paura ed i sentimenti di inadeguatezza che reprimono l’espressione delle nostre emozioni. Ci sono differenti metodi per affrontare il problema e la scelta dipende dalla gravità della situazione che a volte è addirittura patologica. Tralasciamo di occuparci di psicoterapie più o meno radicali, e anche di percorsi sensibilizzativi di lunga durata. Pensiamo invece ad attività ludico-espressive che possono fare da “riscaldamento” e “allenamento” ad una comunicazione completa e coerente fra ciò che si sente e ciò che si esprime.
Alcune delle attività che sono adatte in questo frangente sono quelle che usano linguaggi alternativi o comunque diversi da quelli della normalità. Per esempio:
– scrivere racconti e poesie
– dipingere, scolpire, fare mosaici, ecc.
– drammatizzare/fare teatro
Non occorre spendere molte parole per illustrare queste proposte. Esse hanno un paio di caratteristiche che ne ampliano le potenzialità e che consentono di conseguire ottimi risultati nell’espansione dell’individuo:
– sono realizzabili a livello individuale, di coppia, di piccolo gruppo
– possono integrarsi fra loro “casualmente” o intenzionalmente .
Stimolare l’aggregazione giovanile e l’associazionismo in genere attraverso queste attività può consentire il raggiungimento anche di altri risultati relativi al clima in cui vive una comunità e addirittura nel campo del lavoro: da cosa nasce cosa!

*di M.Sberna – per chi volesse leggere tutto.

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Ciao, Alberto

5 anni fa il destino crudele ha strappato alla vita il nostro Segretario, Amico e Collega Alberto Raviola. Ci piace onorarlo su questa pagina. Una carezza Alberto, ovunque tu sia.

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IN CONCRETO – Stimolare l’emersione del sommerso – 5*

In generale siamo osservatori superficiali, che si accontentano di poche informazioni sui fatti, anche quelli a carattere nazionale ed internazionale, che hanno – infine – scarsa e “breve” memoria. Del vicino che viene arrestato come presunto terrorista diciamo “era sempre gentile”; di qualsiasi sciopero non conosciamo le motivazioni; della guerra e delle stragi in Yemen non sappiamo niente; persino di nostro figlio non conosciamo i gusti!
L’obiettivo – per ottenere un miglioramento – sta nell’evidenziare i dettagli delle situazioni. Un’applicazione “trandy”, che va di moda in questi tempi, riguarda l’educazione alimentare. Expo, le numerose rubriche televisive che si occupano del cibo, i problemi collegati ad anoressia/bulimia, la salute in generale, testimoniano il grande interesse per l’argomento. Spesso però se ne esamina l’aspetto collegato alla salute, un’angolazione che noi formatori definiremmo più a carattere informativo, che lascia segni superficiali nell’apprendimento e poco incide sul comportamento.
L’attività di educazione alimentare a cui noi facciamo riferimento è invece collegata alla cultura, alla storia – individuale e collettiva – alle emozioni e alle relazioni. Per fare degli esempi:
– descrivere nei dettagli estetici e di sapore, ciò che si mangerebbe più volentieri (un solo cibo o una pietanza o un intero pasto) se si potesse decidere liberamente, senza alcuna limitazione; spiegare il motivo della scelta e cosa si sarebbe disposti a dare o fare in cambio di poter mangiare così più spesso;
– dato un elenco di una decina di piatti tipici di paesi diversi – dal sushi al chorrizo – chiedere se si conoscono e si sono assaggiati e, in caso negativo, il motivo dell’ignoranza;
– il gioco del “se io fossi” con vegetali, pietanze, profumi, ecc. che permette una descrizione di sè originale, aumenta la consapevolezza di sè e può facilitare l’emersione delle diversità interpersonali.
Come sempre un percorso costante favorisce il raggiungimento degli obiettivi in modo più significativo. L’ambito in cui realizzare un tale intervento è indifferentemente quello scolastico/formativo /professionale, ma anche quello ludico.

*di M.Sberna – per chi volesse leggere tutto.

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IN CONCRETO – Frequentare il senso del possibile – 4*

Quanto riusciamo ad usare del nostro potenziale mentale? Nel lavoro, ma anche nella vita quotidiana, per aumentare il nostro benessere e migliorare la consapevolezza di sè…
Negli anni ’50 gli psicologi stimavano che si usasse il 50% della capacità del cervello, percenuale ridotta al 10% trent’anni dopo! Ed ora si stima che la percentuale sia ancora inferiore.
Anche il livello culturale si è molto abbassato e gli stessi docenti universitari notano un calo vertiginoso della preparazione degli studenti che si iscrivono ai diversi percorsi. Le eccezioni esistono, ma sono appunto rarità. Va detto che le scelte politiche dei governi che si vanno succedendo – e non solo in Italia – non hanno la scuola, l’istruzione e la cultura in generale fra i loro principali obiettivi. Ciò rivela il loro interesse per un popolo sempre più ignorante, servile ed asservito, incapace persino di trovare le parole per esprimere dissenso e ribellione.

* di M.Sberna – per chi volesse leggere tutto.

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Un assaggio dei ns. antenati

Il Superamento dell’esercito e della burocrazia. Un testo storico di Aldo Capitini.
(Leggi estratto)

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Antenati rinascimentali

Nel Rinascimento “….Altri artisti si assumevano la responsabilità di organizzare le feste di corte: si pensi a Bernardo Buontalenti a Firenze, a Beldassare Belgioioso a Prigi, a Michael Sustris a Monaco e a Giuseppe Arcimboldo presso la corte imperiale di Praga.”
(“l’Uomo del Rinascimento” a cura di E.Garin,  G.Laterza e figli, edz.CDE, Milano 1988, , pag 157 1988)

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IN CONCRETO – Rievocare il dimenticato – 3*

L’obiettivo in questo caso è insegnare il passato. E non sto parlando solo della storia in senso classico, benchè non sia un male conoscerla, magari non limitandoci a quella della nostra nazione.
Anche più modestamente, si tratta della nostra famiglia, delle tradizioni culturali della nostra società attuale, di quanto accade a noi stessi nel corso della nostra esistenza, delle abitudini alimentari, dell’evoluzione dell’ambiente territoriale, ecc.
Le attività hanno sempre carattere animativo proprio per essere più stimolanti e coinvolgenti: questo obiettivo richiama lo studio e la concentrazione che possono essere punti di arrivo o costituire un percorso funzionale ad azioni concrete più divertenti.
Raccontare per immagini, attraverso un film, un documentario,una rappresentazione teatrale, un fumetto, delle diapositive, ecc. possono risultare strumenti accattivanti per migliorare l’interesse per argomenti di primo acchito noiosi. Fra l’altro le procedure richiedono il lavoro di gruppo e dunque la collaborazione insieme a qualche rudimento connesso all’organizzazione del lavoro. Obiettivi secondari ma non privi di valore!
La scuola, i gruppi amicali e le associazioni che operano nel tempo libero sono i contesti più adatti a svolgere attività di questo genere. Il limite per la scuola è il tempo richiesto per raggiungere l’apprendimento. Ma solo apparentemente e a costo di numerose “perdite” la lezione frontale è più efficace. Quando si lavora in gruppo è anche più facile trovare strategie sia per il recupero che per l’inserimento di allievi più bisognosi o poco socializzati. L’importanza ed il valore di ciascuno in rapporto al risultato finale è evidente ed innegabile.

* di M.Sberna

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IN CONCRETO – Occuparsi di chi non c’è – 2*

Il termine “nominare” ha nei dizionari significati diversi per le sfumature del concetto che vengono evidenziate: si parla di identità e di distinzione dagli altri e questi sono gli obiettivi da raggiungere in un tempo in cui è difficile conoscersi anche in famiglia e impera l’omologazione al cui interno è facile scomparire.
Le attività di socializzazione utili in questo caso sono quelle di base come per esempio: a- l’anagrammab- il collagec- i 3 personaggi
* M.Sberna .

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IN CONCRETO – Disoccultare le contraddizioni – 1*

Da questo intervento in poi verranno suggeriti obiettivi e relative attività che possono “animare”, in relazione a quanto proposto da G.Contessa.
L’obiettivo da raggiungere per disoccultare le contraddizioni è l’aumento della capacità di osservazione.
Le attività:
a- il gioco di Kim b- il vocabolario

* a cura di M.Sberna

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OGGI…….. *

Oggi:
– si può fare gli animatori come professionisti o come volontari
– si può usare l’animazione trasversalmente nelle professioni sociali, in particolare nel settore
dell’insegnamento in senso lato, cioè qualsiasi cosa si insegni
– va ricuperato lo spazio del tempo libero e della salute/normalità senza cancellare i “territori sui confini”

di M.Sberna – per chi volesse leggere tutto insieme

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