13 gennaio 2018

SINTESI INCONTRO SU "IL SENSO DELL'ANIMAZIONE OGGI"
(a cura di MSberna)
Nota per la lettura: rappresenta anche le posizioni dell'Assemblea dei soci

Erano presenti: Rita Ansaldi, Debora Bonizzoli, Chiara Carlini, Guido Contessa, Ignazio Drudi, Elena Facchi, Roberto Frigerio, GLuca Mazzotti, Ivan Pajoro, Vittoria Sardella, Michele Sartori, Margherita Sberna, Emilio Scaroni, Carlo Scovino, Gian Battista Treccani, Luciano Vacca
Gli interventi previsti dal programma, sono a disposizione in altre pagine.

I risultati della ricerca sono stupefacenti dato che derivano dalle risposte a solo 5 domande!
Alcuni dati particolarmente significativi per le decisioni successive:
- dei rispondenti il 52% sono animatori e questo fa dei NON animatori quasi un perfetto gruppo di controllo
- l'incrocio fra il grado di utilità dell'animazione e bisogni immateriali/possibilità di loro soddisfazione può essere considerato una rappresentazione del rapporto fra domanda e offerta di animazione
- le tre tipologie dominanti - leisure. polivalente sociale - danno risposte coerenti
- per lo svolgimento della professione dell'animatore sono necessarie capacità trasversali (come AIATEL aveva ben stabilito per l'impostazione della sua Scuola Nazionale Animatori)
- l'animazione rimane di nicchia
- la ricerca - durata 3 anni - ha visto un calo di partecipazione e si è evidenziato che la maggiore affluenza si è verificata attraverso il "passaparola" fra persone che si conoscevano ed i legami amicali.

Anche gli incontri hanno registrato un calo di presenze, nel senso che ad ognuno sono intervenute persone che poi non hanno partecipato con costanza. Tenendo conto di chi è stato presente ad un solo incontro, l'iniziativa è stata seguita da una quarantina di persone. E forse c'è anche un calo di investimento da parte dello stesso gruppo che compone lo "zoccolo duro" dei partecipanti.

Di seguito alcune riflessioni stimolate dalla ricerca e dagli interventi della tavola rotonda di chiusura:

- è importante fare animazione anche senza nominarla
- fare animazione senza consapevolezza ne decreta la fine
- persiste il bisogno di animazione
- se il sistema abolisce l'animazione, altrove risorge il bisogno
- la terapia occupazionale è un sostituto/un surrogato
- c'è una finta dicotomia fra professionisti ed "amatori" che utilizzano metodologie e tecniche d una certa disciplina
- occorre tutelare il professionista in un momento in cui è in atto la riconversione delle professioni e lo sviluppo di esse soprattutto nell'area immateriale
- più dilaga l'animazione più sono necessari operatori per dare sostegno, consulenza, stimoli, progetti di intervento
- esistono spazi deserti che sono da "riempire" con attività, idee, iniziative per farli rivivere
- la lotta fra educatori ed animatori è suicida: ci sono concetti, procedure, attività, metodologie, valide per entrambi
- è importante agire anche se non si ha ben chiaro il contenuto ed il significato di ciò che si fa
- accanto ai "miglioristi" ed ai "catastrofisti" devono trovare spazio coloro che si occupano di "ibridazione"
- occorre partire dalla persona, pensare con gli altri, stimolare la meraviglia e dare spazio alla bellezza
- ci sono professioni che spariscono, per le quali non esiste un mercato
- ci sono segnali di attività e di interesse per la partecipazione ed il cambiamento come i patti di collaborazione e l'impact hub
- nuove professioni richiedono percorsi formativi ad hoc.

PROPOSTE PER IL FUTURO

- ricerca on line sui social network sull'uso di parole chiave connesse all'animazione e sul loro significato (I.Drudi)
- giornata di studio con sperimentatori dei patti di collaborazione per conoscerne l'esperienza e le procedure di accesso (R.Frigerio)
- recupero dei contatti con gli allievi della SNA (Scuola Nazionale Animatori) e i vecchi soci AIATEL (E.Scaroni)
- raggruppare in una pubblicazione interventi, ricerca, riflessioni elaborati per "Il senso dell'animazione oggi" (L.Vacca - M.Sberna).

{Testo}