ANNO VI – N.11 GENNAIO-GIUGNO 1995
LOISIR
AIATEL NOTIZIE
v. Chioggia 3, 20125 MILANO
Tel. 02-26112010 – Fax
02/26148970
LOISIR c.c.Postale10964252
Stanno
finendo il Ventesimo secolo e il secondo Millennio. Sta morendo la leadership
dell’Occidente sta forse declinando il concetto di Stato-Nazione. Sta cambiando
tutto, insomma, e l’animazione non può chiamarsi fuori.
Chi
fa animazione oggi è ancora impregato dell’idea dello Stato Assistenziale: cioè
di una Cultura e di un Tempo Libero controllati, attraverso la beneficenza,
dallo Stato. Chi fa animazione sogna ancora un bel “posto” pubblico, o almeno
una convenzione secolare con il potere pubblico. Questa visione della
professione, organica al potere, oltre che culturalmente povera è miope, cioè
senza futuro.
Qualunque
sia la nostra ideologia di riferimento, un fatto elementare è incontestabile: i
bisogni immateriali, nelle società avanzate, aumentano in progressione
geometrica, mentre i bilanci degli Stati, per quanto floridi (e il nostro non
lo è) sono non più allargabili. Mentre dunque il Welfar State, se non morirà,
sarà circoscritto ai bisogni materiali, il prossimo secolo vedrà una
competizione sul libero mercato fra beni materiali e servizi immateriali. Lo
Stato penserà ai bisogni primari, mentre i bisogni secondari (cultura, tempo
libero, arte, divertimento, ecc.) dovranno essere soddisfatti dai cittadini,
singoli o aggregati. Il bilancio familiare dovrà essere suddiviso fra
l’acquisto della nuova tv o del maglioncino alla moda, e la partecipazione a un
programma di animazione o la visita ad una mostra.
Se
ciò è vero l’animazione per sopravvivere deve sempre più trasformarsi in
impresa (come hanno già fatto l’editoria, lo show business, il turismo),
entrare nel mercato dei bisogni immateriali e competere con tutte le offerte
alternative.
Per
arrivare a questo il cammino sarà lungo ma AIATEL si è già messa in viaggio.
di una grande
rete nazionale
e
internazionale di gruppi
professionali
dell’animazione
Sulla base delle considerazioni teoriche espresse nell’Editoriale, AIATEL ha da anni avviato una serie di azioni che oggi sono mature e consentono una ulteriore spinta in avanti.
1.
LA S.I.A.
Una prima volta nel 1981, poi ancora nel 1987 AIATEL propose la fondazione della S.I.A.: un’aggregazione fra gruppi ed associazioni, capace di promuovere e qualificare il settore, soprattutto attraverso una efficace rappresentanza istituzionale.
Oggi, fra mille difficoltà, la S.I.A., cui
aderiscono solo una trentina di gruppi, sta ottenendo i primi successi, come la
Legge di regolamentazione della Professione di Animatore della Regione Piemonte.
2.
LA SNA E I TEAM.
Poi, dal 1989 AIATEL lanciò la Scuola Nazionale Animatori-SNA che in questi anni ha aperto sedi ad Aosta, Torino, Milano, Varese, Brescia, Verona, Forlì, Catania, ed ha promosso Corsi annuali in una decina di altre città. Nelle sedi più attive, gli allievi qualificati dalla SNA hanno dato vita a gruppi operativi (TEAM) di transizione fra la scuola e l’impresa. Questi TEAMS hanno consentito ai giovani animatori qualificati di sperimentarsi con QUISIGIOCA, il più grande Centro di Animazione d’Europa, che ha aggregato oltre 1000 famiglie, senza alcuna convenzione o aiuto pubblico. Questo discreto numero di nuovi soci-utenti dell’AIATEL, riceverà proposte continuative per l’animazione dei bambini, degli adolescenti, e delle famiglie.
3.
ITINERARI PER
YOUTHSTART-CEE.
Alla fine di Aprile, AIATEL ha presentato una proposta interregionale e trasnazionale (“ITINERARI”), nell’ambito del programma CEE per l’Occupazione giovanile Youthstart.
La proposta prevede:
1.
La
attivazione di un Corso biennale per animatori in 10 città italiane, oltre che
in una francese ed in una spangola (città fra le quali gli allievi
effettueranno soggiorni scambio);
2.
La
creazione di imprese di animazione in ogni sede, al termine dei corsi;
3.
La
creazione di un Network Europeo fra le imprese giovanili di animazione create.
4.
FORMAZIONE E START-UP PER IL
FUTURO DELLA SNA.
Naturalmente non sappiamo se le nostre proposte alla CEE saranno accettate, anche se lo speriamo. Tuttavia, nella preparazione della documentazione abbiamo capito che la nuova frontiera della Formazione Professionale, nel settore dell’immateriale (di cui l’animazione fa parte), sta nella sintesi fra Formazione e Start-Up (avvio) di impresa. Se è vero che il futuro dell’Animazione sarà sotto forma di impresa, cooperativa o individuale, allora non basta più preparare i nuovi animatori al lavoro dipendente, pubblico o privato che sia. Quindi il Collegio Nazionale della SNA, che si terrà nel primo weekend di Luglio a Molinetto, discuterà alcune modifiche al modello formativo, tali da consentire, come uscita dal curriculum, la creazione di IMPRESE DI ANIMAZIONE.
Fra l’altro, tutte le Regioni hanno avviato, per le
imprese giovanili, programmi di sostegno, cui i diplomati AIATEL potranno anche
essere aiutati ad accedere.
5.
ATTIVARE LA LEGISLAZIONE
REGIONALE.
Il lavoro di M.Sberna per la S.I.A., che presentiamo nelle pagine 3 e seguenti, evidenzia un problema importante per l’Animazione di tutte le Regioni. Ci sono quasi 50 Leggi regionali sull’Animazione, pochissime delle quali attuate. Per essere attuate, tali norme devono vedere realizzati Corsi, Commissioni, Albi, patenti e tariffari regionali: chi può spingere le Regioni ad attuare la normativa sull’Animazione, se non i gruppi professionali del settore?
6.
QUINDI: NETWORK ITALIANO ED
EUROPEO DI IMPRESE DI ANIMAZIONE.
Ecco dunque la conseguenza inevitabile di tutte le riflessioni fin qui fatte: AIATEL si impegna a realizzare un NETWORK NAZIONALE ed EUROPEO di imprese di animazione (AIATEL-NIE).
Per realizzare il NETWORK, le tappe sono le
seguenti:
1.
Aggregazione
delle imprese interessate, già operanti in ogni Regione italiana ed europea,
sulla base di accordi di scambio;
2.
Creazione
di una rete di nuove imprese di animazione, individuali o collettive, nelle
Regioni italiane o europee che ne sono sprovviste;
3.
Gestione
del Network come struttura consortile di sostegno e promozione delle imprese
aggregate.
7.
COSA PUO’ OFFRIRE IL NETWORK
E CHI PUO’ ADERIRVI?
Gli accordi che possono legare i gruppi aderenti al NETWORK sono di varia natura:
a
Scambi
di informazioni nazionali e internazionali
b
Scambi
di operatori nazionali ed internazionali
c
Formazione
e consulenza per la gestione d’impresa
d
Diffusione
di nuovi prodotti e servizi
e
Maggior
forza nelle contrattazioni con le istituzioni
f
Realizzazione
di iniziative su scala nazionale e/o europea
g
Accesso
ad altri Network professionali (educatori. Psicologi, ecc.) per un maggiore
impatto sul mercato.
L’adesione al network può essere chiesta da gruppi
di animazione o singoli animatori già
inseriti nel mercato, oppure da gruppi e singoli che vogliono costituire
un’impresa di animazione.
PER
INFORMAZIONI E CONTATTI PER AIATEL-NIE – TEL. 02/26112010
(sede Molinetto – BS)
*
30 Giugno ore 17.00-20.00:
Discussione Tesi Diploma SNA
*
1 Luglio ore 13.00 – 15.00:
Consiglio Nazionale AIATEL
*
1 Luglio ore 15.00
(fino 2-7 ore 14.00)
Collegio Nazionale SNA
ABBONAMENTO LOISIR
E QUOTA ASSOCIATIVA 1995
L. 20.000
NOTIZIE
SNA
SCUOLA NAZIONALE ANIMATORI
*
Discussione Tesi di Diploma a Molinetto (BS) 30 Giugno,
ore 17.00 – 19.00
1.
Bruna
Premoli (SNA-MI) “L’ANIMAZIONE NELLA PRIMA INFANZIA”
2.
Anna Mauri
(SNA-MI) “ANIMAZIONE E
PREVENZIONE”
3.
Vivana Mosca
(SNA-BS) “L’ANIMAZIONE E
L’OSPEDALE PSICHIATRICO”
4.
Michele
Pascarella (SNA- FO) “ANIMAZIONE E BAMBINI DISADATTATI”
5.
Paola Balestra
(SNA- FO) “ANIMAZIONE E CARCERE”
*
La
SCUOLA NAZIONALE ANIMATORI ha presentato il programma “ITINERARI” alla CEE che
prevede la realizzazione di un bienni di formazione trasnazionale (con Francia
e Spagna) per giovani dai 18 ai 20 anni che si terrà nelle sedi di : AOSTA,
TORINO, GENOVA, MILANO, VARESE, BRESCIA, VERONA, FORLI’, CATANIA E PALERMO.
PER INFORMAZIONI TEL.
02/26112010.
NOTIZIE SIA – L’Animazione Italiana alla ricerca di una identità e di un riconoscimento professionale.
Ormai tutti hanno a che fare con animatori, nei centri giovanili, nelle case di riposo, nei centri di aggregazione, nelle attività estive, nei parchi urbani, nelle attività agrituristiche.
Cooperative, società di formazione e consulenza,
associazioni: sono svariate le forme in cui gli animatori si costituiscono e
prestano le loro attività. Anche nel pubblico impiego vi sono sempre più
concorsi specifici per animatori.
Quanti sono gli animatori in Italia? Una previsione
molto approssimativa parla da un minimo di 100.000 a 300.000. In realtà la vera
difficoltà sta nel segnalare un confine per capire chi sta dentro e chi sta
fuori. Infatti questo è un settore dove esiste ancora la più ampia
improvvisazione.
Da alcuni anni è nata la SIA, Società Italiana di
Animazione, un’associazione che intende tutelare i diritti degli animatori, ma
che vuole anche definirne un profilo professionale con un apposito percorso
formativo, in modo da tutelare gli enti e gli utenti, altrimenti ci sarà sempre
il dubbio che l’improvvisazione sia voluta e non casuale e che l’animazione sia
la chiave per il persistere di un vecchio di un vecchio sistema clientelare.
La SIA per tanto al di fuori di ogni ideologia e di
posizione di parte, si propone come “sindacato” degli organismi di animazione
per tutelarne professionalità, competenze e diritti.
Nei programmi della SIA vi è la presentazione di una
proposta di legge nazionale per il riconoscimento della figura professionale
degli operatori dell’animazione. In particolare si richieda che venga attestata
a tre livelli:
a
Diploma
di scuola secondaria superiore o corrispondenti corsi integrativi di qualifica,
finalizzati all’ottenimento del titolo di “animatore professionale di base”
b
Qualifica
post-diploma riconosciuta dalla Regione all’interno del sistema della
Formazione Professionale, finalizzata all’ottenimento del titolo di “Animatore
professionale specializzato” per settori di utenza o per tecniche;
c
Laurea
e/o “laurea breve” rilasciata dalla Facoltà di Scienze dell’educazione,
indirizzo “operatori del territorio” finalizzato all’ottenimento del titolo di
“Animatore professionale dirigente, progettista, coordinatore di interventi di
animazione”.
Ciascun ambito sopracitato verrà regolamentato in
base alle competenze specifiche.
Solo attraverso il riconoscimento ufficiale di
questi percorsi formativi sarà possibile:
*
Istituire
un apposito albo professionale
*
Individuare
le norme per l’accertamento delle idoneità degli animatori già operanti
*
Definire
le norme per l’assunzione di animatori da parte degli enti pubblici
*
Creare
uno sbarramento per accedere a pubblici appalti
*
Chiedere
un impegno del sindacato di tutela dell’area professionale dell’animazione
*
Istituire
o riconoscere scuole regionali post-diploma omogenee su tutta l’area nazionale
*
Equipararci
alla normativa CEE sui titoli professionali.
La SIA pertanto sta promuovendo tre convegni
nazionali per aprire il confronto fra le realtà dell’animazione e predisporre
una piattaforma unica per la presentazione della legge.
I primi due sono già stati realizati a Torino e a
Forlì ed il prossimo è previsto dopo l’estate in una città del sud.
(Presidente
SIA)
Per
informazioni: Presidenza
c/o F. Montanari
0543/21440-401904 (fax).
LA
LEGISLAZIONE REGIONALE
SULL’ANIMAZIONE
E L’ANIMATORE
ISTRUZIONI PER L’USO
La ricerca che LOISIR presenta è di grandissimo interesse e dovrebbe diventare oggetto di meditazione di tutti coloro che hanno a cuore l’animazione professionale. La letteru della sintesi offerta da M. Sberna offre molte riflesioni che cercherò di sintetizzare.
1.
LE LEGGI REGIONALI CHE
PARLANO DELL’ANIMAZIONE O DELL’ANIMATORE SONO BEN 45, il che fa giustizia di
coloro che parlano dell’animazione come di un hobby caritatevole o di uno stile
di lavoro di altre professioni. Nessun hobby spingerebbe le Regioni e
legiferare per 45 volte.
2.
GLI ANNI SETTANTA SONO STATI
PIU’ EFFICIENTI IN TERMINI LEGISLATIVI, GLI ANNI OTTATANTA MENO, GLI ANNI
NOVANTA SONO FERMI, a risposta della parabola discendente dell’Istituto Regione.
3.
CIRCA LA META’ DELLE LEGGI
E’ STATA FATTA NELLE REGIONI MERIDIONALI, il che sfata un altro luogo comune circa la
grande efficienza nordista.
4.
LE GRANDI REGIONI
INDUSTRIALI HANNO LEGIFERATO POCHISSIMO IN QUESTA MATERIA: Piemonte 1, Lombardia e
Liguria 2, Veneto 3.
5.
I SETTORI LE CUI LEGGI
PREVEDONO ANIMATORI SONO MOLTEPLICI, a conferma della “polivalenza” di questa figura
professionale: turismo, agriturismo, biblioteche, cultura, sport, handicap, anziani,
psichiatria, gioco, bambini, centri culturali, comunità, educazione,
formazione. Il che frà l’altro conferma la lungimiranza del Ministero del
Lavoro che indica qualifiche professionali dell’animatore, fra cui quello polivalente.
6.
ESISTONO MOLTE DIVERSE
ATTRIBUZIONI AGGETTIVALI DELL’ANIMATORE, MA SOLO UNA LEGGE LOMBARDA PARLA DI
ANIMATORE SOCIALE, peraltro in riferimento ai “circoli cooperativi”. Questo rende ancora
più assurda la pretesa di certi funzionari della Regione Lombardia di impostare
la normativa e la formazione di un fantomatico “animatore sociale”.
7.
QUANTE INADEMPIENZE SI
POSSONO ASCRIVERE ALLE REGIONI, MA ANCHE ALLA S.I.A. E ALL’AIATEL, E DUNQUE
AGLI ANIMATORI, PER NON AVER PROVVEDUTO A RENDERE ESECUTIVE tutte le leggi che prevedono
regolamenti di attuazione, commissioni, Albi e corsi di formazione?
8.
IL FATTO DI NON AVER RESE
OPERATIVE CERTE LEGGI QUANTI POSTI DI LAVORO REGOLARI E’ COSTATO, SPECIE NELLE
REGIONI MERIDIONALI, ancora oggi colonizzate da animatori provenienti dal nord specie nel
settore turistico?
9.
COSA ASPETTANO LE REGIONI E
LO STATO A LEGIFERARE SULL’ANIMAZIONE PROFESSIONALE POLIVALENTE ED IL SUO ITER
FORMATIVO, creando
così più di 20.000 posti di lavoro stabile per i giovani?
ABRUZZO
L.R. n. 68 del
23-11-86
“Interventi di
promozione e sostegno della pratica sportiva dilettantistica”.
Sono nominati gli animatori sportivi, senza ulteriori dettagli, per i quali sono
previsti contributi spese a copertura di interventi di formazione e
qualificazione tecnica.
L.R. n. 22 del
1-6-77
“Norme in
materia di biblioteche di Enti Locali o di interesse locale”.
Sono nominati gli animatori socio-culturali, non meglio definiti, per i quali è
prevista un’abilitazione attraverso un concorso pubblico con una commissione
regionale che accerta la preparazione attraverso prove tecniche riguardanti la
biblioteconomia. Sono considerati titoli preferenziali la laurea e il diploma
di Scuola media superiore, il servizio di ruolo e la formazione fatta con la
Regione o Enti Pubblici specializzati, ma non precisati.
BASILICATA
L.R.n. 27 del
2-11-89
“Disciplina
della professione di guida turistica, guida escursionistica, interprete
turistico, accompagnatore e animatore turistico”.
L’animatore turistico viene definito come colui che organizza il tempo libero di gruppi di turisti attraverso attività ricreative, sportive, culturali. Per esercitare la professione è necessaria la licenza che è rilasciata annualmente dal Comune sulla base di una abilitazione professionale conseguita attraverso un esame che viene organizzato ogni anno. La commissione d’esame è composta dal Presidente della Provincia, da un funzionario dell’Uff. Regionale Turismo, da un funzionario della Soprintendenza archeologica, da un rappresentante del sindacato, da un rappresentante degli Enti turistici presenti sul territorio regionale più alcuni esperti dell’Università. Per accedere all’esame occorre avere un diploma di Scuola Superiore; le materie d’esame sono relative alla cultura generale, alla cultura sociologica ed ai compiti e alle norme connesse all’esercizio della professione. Sono necessarie anche la conoscenza di una o più lingue straniere e delle tecniche animative con particolare riferimento a quelle di socializzazione. E’ possibile subire la sospensione o la revoca della licenza a causa di inadempienza rispetto agli obblighi professionali, alla violazione di divieti, a comportamenti scorretti. Per i compensi, sono stabiliti annualmente da una commissione provinciale.
CALABRIA
L. R. n. 8 del
26-5-79
“Soppressione dei
Centri di servizi culturali e dei Centri di servizi sociali. Delega ai comuni
delle funzioni in materia di promozione educativa e culturale. Inquadramento
del personale dei centri soppressi. Modifiche ed integrazioni alla L. R.
28-3-75 n. 9”.
Si parla di animatore volontario e della sua formazione che consente l’acquisizione dell’abilitazione e l’acquisizione di una licenza attraverso Comuni, Regioni e Istituti locali.
L. R. n. 13 del
27-5-83
“Organizzazione e
sviluppo del turismo in Calabria e attuazione legge n. 217”.
Esistendo la legge quadro sull’animatore turistico, la legge non lo definisce ulteriormente ma precisa che deve essere in possesso di una licenza rilasciata dal Comune di residenza e deve essere iscritto nell’apposito Albo Regionale. Per acquisire l’abilitazione è prevista una commissione regionale presieduta dall’Assessore Regionale al Turismo; per l’ammissione, oltre ai soliti requisiti di tipo cittadinanza, età non inferiore ai 18 anni, ecc., è richiesto il possesso del diploma di Scuola media superiore. Argomenti d’esame sono: cultura sociologica; cultura storica, artistica, economica e naturale sulla regione; informazioni relative ai compiti e norme di esercizio delle attività profesionali. La licenza può essere revocata e le tariffe relative ai compensi sono stabilite in collaborazione fra le associazioni di categoria e la Giunta regionale.
L. R. n. 28 del
3-9-84
“Superamento
dell’emarginazione dei cittadini portatori di handicap”.
Vi si parla di animatore di comunità che non vengono meglio definiti, ma per i quali sono previsti corsi di formazione aperti anche al volontariato ed a portatori di handicap. Anche qui è possibile una sospensione ma non sono specificate le eventuali cause. Sono indicati come luoghi di lavoro i Centri Socio Educative (CSE) e fra le attività si nominano quelle connesse ai giochi di animazione e all’artigianato.
L. R. n. 13 del
28-3-85
“Organizzazione e
sviluppo del turismo in Calabria in attuazione della Legge 217 del 17-5-83”.
La legge parla di animatore turistico che deve essere iscritto all’Albo regionale dopo aver sostenuto un esame con cui si consegue l’abilitazione e che è realizzato al termine di un corso di formazione professionale il cui accesso è consentito a che è in possesso di diploma di Scuola superiore. L’esame prevede cultura sociologica , sulla regione e sui compiti e le norme per l’esercizio sull’attività professionale. E’ possibile la revoca o la sospensione della licenza acquisita. Le tariffe sono stabilite da una commissione provinciale. Esiste infine una Consulta regionale sul turismo.
L. R. n. 5 del
26-1-87
“Riordino e
programmazione delle funzioni socio-assistenziali”.
Si nomina l’animatore
socio-culturale, non ulteriormente definito che può essere un dipendente
della Regione o di Comune e Provincia, trasferito e riutilizzato in relazione
al principio della mobilità.
Può anche provenire dal settore del volontariato.
Sono utilizzati anche per la gestione dei Centri di Aggregazione Giovanile e
del Centri di Vacanze. Per l’idoneità sono previsti esami a cura delle USSL o
di enti ed istituzioni competenti in materia (anche in questo caso non ci sono
dettagli).
CAMPANIA
L. R. n. 11
del 7-2-79
“Istituzione
dei centri dei servizi culturali e sociali della Regione Campania”.
L’animatore
culturale, soltanto così indicato, acquisisce l’abilitazione attraverso un
concorso regionale ed è utilizzato nei centri e nei servizi di tipo culturale e
sociale.
L. R. n. 76
del 11-12-80
“Modifiche e integrazioni L. R. 9-6-80 n. 57 concernente Norme per il funzionamento delle USSL in attuazione della Legge 23-12-78 n. 833”.
Vi si parla di animatore
di comunità in connessione alle nuove modalità di gestione degli Ospedali
Psichiatrici.
L. R. n. 1 del
3-1-83
“Istituzione in ciascuna USSL del servizio per la tutela
della salute mentale”.
Si parla di animatore
di comunità e si indicando le USSL come gestrici di attività di formazione,
aggiornamento e qualificazione di tale personale non meglio identificato.
L. R. n. 11
del 15-3-84
“Riabilitazione degli handicaps”.
Sono nominati animatori
di comunità il cui aggiornamento spetta alla Regione e che vanno inseriti
nei Nuclei Distrettuali.
L. R. n. 46
del 6-5-85
“Interventi a favore degli anziani”.
Gli animatori,
non definiti, sono indicati come personale dei centri sociali polivalenti per
gestire attività culturali e di tempo libero. Alla Regione spettano attività di
qualificazione, aggiornamento, formazione del personale anche volontario che
collabora con i professionisti.
L. R. n. 20
del 8-5-86
“Modifica relativa alla legge 21 del 2-6-80”.
Riguarda l’animatore
turistico che è indicato come colui che organizza il tempo libero di gruppi
di turisti con attività ricreative, sportive e culturali. Anche in questo caso
è prevista un’abilitazione conseguita attraverso un esame indetto ogni 3 anni
dalla Giunta regionale. La licenza viene rilasciata dal Sindaco ed i luoghi di
espletamento della professione sono musei, zone archeologiche e naturali.
FRIULI VENEZIA
GIULIA
L. R. n. 60
del 18-11-76
“Interventi per lo sviluppo dei servizi e degli istituti bibliotecari e museali”.
Gli animatori
culturali che vengono impiegati attraverso questa legge sono formati
attraverso corsi dalla Regione.
LAZIO
L. R. n. 34
del 23-8-73
“Delega agli Enti Locali per la realizzazione dei soggiorni di vacanze estive ed invernali, nonché del tempo libero a favore di minori”.
Si parla di animatore-
educatore e si indica che deve essere rapportato con 10 minori.
L. R. n. 51
del 4-7-79
“Norme per la promozione e la diffusione della pratica sportiva”.
Gli animatori
sportivi acquisiscono una abilitazione attraverso attività di formazione,
qualificazione e aggiornamento. Devono poi superare un esame non meglio
precisato. Sono utilizzati in strutture per attività socio-culturali e di tempo
libero.
L. R. n. 22 del
26-6-80
“Norme per la promozione del Turismo sociale”.
Gli animatori di turismo sociale conseguono un’abilitazione attraverso
corsi predisposti dalla Regione. La loro attività si svolge anche attraverso
scambi e programmi concordati con altre Regioni o Paesi.
L. R. n. 63 del 6-5-85
“Norme per la promozione del turismo sociale in Lazio”.
Anche qui vengono
indicati gli animatori di turismo
sociale che devono seguire le stesse trafile che per la L. R. 22.
L. R. n. 36 del 17-8.93
“Interventi per la promozione e la diffusione delle attività del Tempo Libero”.
Fra gli obiettivi vengono
indicati:
-
L’incremento del numero
dei cittadini che praticano attività di tempo libero;
-
Lo sviluppo delle forme
associative per la fruizione del tempo libero in particolare da parte dei meno
abbienti e dei portatori di handicap.
Pur non citando
l’animatore la legge pare interessante perché, fra l’altro crea una Consulta
regionale all’interno della quale 3 componenti devono essere rappresentanti
delle associazioni di tempo libero più rappresentative a livello regionale.
L. R. n. 41 del 1-9-93
“Organizzazione, funzionamento e realizzazione delle residenze sanitarie assistenziali”.
L’articolo 2 precisa che
nelle strutture viene assicurata la realizzazione di attività di animazione , occupazionali, di tipo ricreativo e di
integrazione e raccordo col territorio e con l’ambiente familiare e sociale di
origine. Viene poi precisato che al personale addetto a queste residenze si
applica il contratto di lavoro del comparto sanitario pubblico e privato.
LIGURIA
L. R. n. 21 del 6-6-88
“Riordino e programmazione dei Servizi Sociali nella Regione”.
L’animatore è utilizzato nei CAG, nelle Case di riposo e nei servizi
per i portatori di handicap. E’ necessario che superi un concorso per il quale
occorre come titolo di base il diploma di istituto superiore o la laurea
preferibilmente in psicologia o pedagogia.
L. R. n. 19 del 12-4-94
“Norme per la prevenzione, la riabilitazione e l’integrazione sociale dei portatori di handicap”.
E’ nominato l’animatore come operatore.
LOMBARDIA
L. R. n. 24 del 29-4-88
“Interventi per la qualificazione e il sostegno del ruolo economico e sociale dei circoli cooperativi”.
Gli animatori sociali che sono previsti per realizzare attività
culturali, ricreative e di tempo libero nei circoli sono preparati attraverso
iniziative di formazione realizzate dalla Regione.
L. R. n. 3 del 31-1-92
“Disciplina regionale dell’agriturismo e sulla valorizzazione del territorio rurale”.
In realtà non si nomina
l’animatore, ma si fa cenno ad attività di tipo culturale, ricreativo e di
valorizzazione del patrimonio ecologico che potrebbero essere realizzate da un
animatore.
MARCHE
L. R. n. 46 del 31-5-80
“Interventi organici per lo sviluppo dello sport come servizio sociale”.
Gli animatori sportivi utilizzati in rapporto a questa legge sono
preparati attraverso corsi di formazione, qualificazione e aggiornamento
promossi e gestiti dalla Regione.
MOLISE
L. R. n. 3 del 24-1-80
“Provvedimenti in favore dell’agriturismo”.
Gli animatori agrituristici dovranno promuovere ed organizzare
iniziative agrituristiche di promozione e di diffusione e di utilizzo del tempo
libero. Anche in questo caso la Regione garantisce la loro formazione.
L. R. n. 2 del 25-1-94
“Provvedimenti a favore dell’agriturismo”.
Cita animatori agrituristici, per la cui formazione si impegna la
Regione.
PIEMONTE
L. R. n. 41 del 18-7-89
“Disciplina delle professioni turistiche”.
Animatore turistico è chi per professione organizza il tempo libero di gruppi di turisti
con attività ricreative, sportive e culturali. E’ iscritto agli elenchi
comunali dopo aver acquisito un’idoneità attraverso un esame cui si può
accedere col il diploma di scuola superiore. Le materie d’esame sono stabilite
dalla commissione regionale che comprende esperti nella disciplina ed in lingue
straniere.
La licenza può essere
revocata. Le tariffe sono stabilite dalle associazioni di categoria e dalla
provincia di riferimento che è anche il luogo in cui si svolge l’attività.
PUGLIA
L. R. n. 11 del 25-1-75
“Promozione dell’attività sportiva dilettantistica, finanziamenti relativi alla formazione”.
La formazione è prevista
anche per gli animatori sportivi, i
cui compiti non sono però precisati.
L. R. n. 53 del 11-10-78
“Provvedimenti urgenti per il diritto allo studio”.
Sono messi al 5° livello
retributivo gli animatori dei centri di
lettura.
L. R. n. 34 del 22-5-85
“Regolamentazione dell’agriturismo”.
Si prevedono tecnici animatori di cui la Regione cura la qualificazione, la formazione e
l’aggiornamento permanenti.
SARDEGNA
L. R. n. 36 del 15-6-78
“Provvedimenti in favore dello sport in Sardegna”.
Sono soltanto nominati animatori sportivi la cui preparazione
è affidata ai corsi regionali.
L. R. n. 26 del 15.7.88
“disciplina delle attività di interesse turistico. Albi regionali e disposizioni tariffarie”.
Animatore turistico è chi per professione, in appoggio alle strutture
ricettive isolane o in collaborazione con Enti ed aziende operanti nel comparto
del turismo, organizza il tempo libero di turisti con attività di carattere
ricreativo, sportivo, culturale. Esistono albi regionali a cui si iscrivono gli
animatori con licenza comunale assegnata in base ad una abilitazione conseguita
presso la regione superando un esame a conclusione di un corso di formazione.
L’esame prevede due prove scritte di cui una di cultura generale ed una
traduzione oltre ad una prova orale non precisata. I compensi sono stabiliti da
decreti regionali dell’Assessorato al Turismo, e rivisti annualmente.
L. R. n. 36 del 9-6-89
“Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna”.
Vi si parla di animatori sportivi non meglio
precisati, che acquisiscono l’abilitazione a questa professione attraverso
corsi vari di formazione e aggiornamento promossi e gestiti dalla Regione
stessa.
L. R. n. 30 del 8-7-93
“Disposizioni varie in materia di attività culturali e sociali”.
La legge parla di
finanziamenti per progetti di animazione
culturale che siano volti in particolare all’aggregazione giovanile.
Verranno privilegiati progetti connessi alla realizzazione di centri di
animazione che prevedono l’utilizzo di animatori
e che stimoleranno i giovani ad interessarsi alla produzione ed alla
ricerca nei settori della musica, del teatro e delle arti visive.
SICILIA
L. R. n. 215 del 14-9-79
“Riorganizzazione della tutela della salute mentale in Regione Sicilia”.
Fra il personale
ausiliario di assistenza vengono indicati gli animatori. All’Assessorato Sanità della Regione spettano la
formazione, la qualificazione e l’aggiornamento del personale stesso.
TOSCANA
L. R. n. 43 del 26-8-91
“Norme sulla formazione permanente degli operatori del servizio sanitario”.
Sono richiesti laurea o
titolo di abilitazione professionale e conoscenza di tecniche di tipo
formativo. Ogni operatore può utilizzare per attività corsuali 3 ore al massimo
per ogni settimana, salvo eccezioni, con compiti relativi all’analisi dei
bisogni degli utenti; all’elaborazione di proposte formative e realizzazione
delle stesse; alla verifica degli interventi. Inoltre hanno compiti di
sensibilizzazione del personale alle attività formative ed informative e di
conservazione degli strumenti didattici.
Delibera 356 del 28-7-92 (punto C lettera A L. R. n.
43/91)
Stabilisce che l’animatore si occupa di attività di formazione
permanente precisando le modalità ed i criteri con cui opera per lo
svolgimento di questo compito. Titoli per accedervi sono: la laurea o
l’abilitazione professionale, l’anzianità di servizio, il possesso di
esperienze professionali e la conoscenza di tecniche formative.
TRENTINO
ALTO ADIGE
L. R. della provincia di Trento n. 13 del 16-8-82
“Norme rivolte al miglioramento delle condizioni in cui avviene la nascita negli ospedali della provincia di Trento e della tutela dei bambini in cura o degenti negli Ospedali”.
Relativamente ai bambini
ricoverati in ospedale vengono utilizzati animatori
di tempo libero e di attività ludiche, per i quali sono previsti corsi di
formazione e aggiornamento su sviluppo psicologico, cognitivo ed espressivo dei
loro utenti di riferimento.
UMBRIA
L. R. n. 33 del 20-5-75
“Norme per la promozione della pratica sportiva e l’incremento delle strutture e delle ottrezzature sportive”.
La qualifica è quella di animatore sportivo per cui è richiesta
un’abilitazione conseguita attraverso corsi di formazione. A questo personale
spetterà poi di contribuire alla promozione, all’organizzazione e alla gestione
di attività sportive.
L. R. n. 39 del 3-6-75
“Musei biblioteche e archivi di Enti Locali e di interesse locale”.
Si tratta in questo caso
di animatori culturali. La
commissione d’esame deve innanzitutto individuare gli strumenti per la
qualificazione e la formazione del personale, anche attraverso contratti di
ricerca. I contributi regionali possono essere utilizzati per la formazione e
l’aggiornamento.
L. R. n. 8 del 23-2-82
“Partecipazione della Regione Umbria alla costituzione del Centro Italiano di studi superiori sul turismo e sulla promozione turistica”.
In realtà la legge non
nomina neppure gli animatori, ma indica spazi di intervento per l’animazione.
L. R. n. 15 del 1-6-82
“Modifica della pianta organica dei posti e del personale dell’Assessorato Regionale della P.I.”.
Si nominano gli animatori come personale da utilizzare
nelle biblioteche e nei servizi culturali.
L. R. n. 4 del 18-1-89
“Norme per la disciplina dell’attività professionale
dell’Animatore Turistico” (in rapporto con la
L. 217 del 17-5-83).
L’animatore turistico è definito come colui che per professione
organizza il tempo libero di gruppi di turisti attraverso attività ricreative,
sportive e culturali. Per lavorare è necessaria la licenza che viene rilasciata
dal Comune di residenza sulla base di un attestato di abilitazione
professionale rilasciato dalla Regione attraverso un esame. Per accedere ad
esso, oltre ai soliti requisiti riguardanti cittadinanza, ecc., basta avere un
titolo di scuola superiore. L’esame consiste in una prova scritta di cultura
generale, legislazione turistica, diritto pubblico e privato; una prova pratica
in cui è richiesta l’elaborazione e la realizzazione di un programma di
animazione: infine il colloquio orale riguarda gli stessi argomenti dello
scritto oltre a igiene, medicina dello sport, deontologia professionale.
Per avere l’abilitazione
occorre risultare “idonei” in tutte le prove. Infine esiste un elenco regionale
che viene aggiornato annualmente ed al quale possono iscriversi anche non
residenti alla Regione, ovviamente presentando domande specifiche.
VALLE
D’AOSTA
L. R. n. 24 del 19-7-76
“Modifica pianta organica dei posti e del personale dell’Assessorato regionale P.I.”.
Agli animatori è
assegnata una carriera di “concetto” all’interno delle biblioteche.
L. R. n. 30 del 30-7-76
“Norme in materia di biblioteche di Enti Locali o di interesse locale”.
Fra l’altro la legge
concede contributi per la sperimentazione di nuove tecniche di animazione. Per
la nomina come animatore è richiesto il diploma di scuola media superiore.
L. R. n. 36 del 11-8-76
“Ordinamento del servizio di archivio, protocollo e spedizione”.
Fra il personale in
servizio nelle biblioteche e nell’Assessorato P.I. sono indicati gli animatori.
L. R. n. 1 del 9-7-78
“Approvazione nuove tabelle organiche dei posti e del personale dell’Amministrazione Regionale”.
E’ già nominato
l’animatore cui basta come titolo il diploma di Scuola Secondaria Superiore
anche a indirizzo professionale o artistico.
L. R. n. 47 del 20-6-78
“Promozione di servizi a favore di persone anziane e inabili”.
Anche in questo caso sono
previsti servizi aperti fra cui i centri di incontro per svolgere attività
culturali e di tempo libero e in essi sono utilizzati le competenze
professionali degli animatori.
L. R. n. 93 del 15-12-82
“Norme regionali in materia di promozione di servizi a favore di persone anziane e inabili”.
La legge prevede centri
aperti dove si realizzino attività culturali e di tempo libero; in essi sono
previsti gli animatori per i quali la Regione organizza direttamente o tramite
gli Enti Locali, corsi di qualificazione e di formazione professionale (anche
se corsi di questo genere sono fatti anche per altro personale addetto a questi
servizi).
L. R. n. 32 del 10-5-83
“Modificazioni e integrazioni alla L. R. 30-4-80 n. 18 recante norme sullo stato giuridico ed economico del personale della Regione”.
Si parla di animatori
utilizzati in biblioteca, inquadrati al 7à livello. La loro formazione è
promossa dalla Regione all’interno dell’area educativa-culturale.
L. R. n. 9 del 29-1-87
“Riforma dell’organizzazione turistica”.
In realtà la legge parla
della costituzione dell’ATP e Pro Loco, oltre che della Commissione Regionale
del Turismo e non cita l’animatore. E’ però inserita in questo elenco perché
può consentire di individuare attività di promozione turistica e culturale che
fanno parte dello specifico dell’animatore.
VENETO
L. R. n. 72 del 9-6-75
“Interventi regionali per la realizzazione e il potenziamento dei servizi socio-assistenziali a favore di persone anziane”.
Si parla dell’animatore
nell’articolo che cita i soggiorni climatici, indicandoli come utile supporto.
L. R. n. 93 del 7-12-79
“Interventi regionali per la promozione e lo sviluppo del turismo sociale”.
Si può supporre che la
legge consenta l’utilizzo della professionalità del’animatore perché un
articolo cita la preparazione e l’aggiornamento dell’animatore.
L. R. n. 36 del 29-4-85
“Intervento a sostegno della formazione, aggiornamento quadri tecnici, organizzativi e amministrativi e della ricerca nello sport”.
L’animatore è citato fra
i destinatari delle iniziative di formazione e aggiornamento che sono
realizzate da Università ed ISEF.
Margherita Sberna
PROPOSTE AIATEL 1995-1996
Idee per i comuni
AIATEL, in collaborazione
con EGEO srl., propone a tutti i Comuni medi e piccoli una possibilità di
affrontare con successo la sfida del declino del Welfare State. I bilanci dello
Stato e dei Comuni sono sempre più risicati e dunque le attività culturali e
ricreative sono le prime a subire di maggior forza: l’aggregazione, la crescita
culturale, il divertimento. L’Associazione ha messo a punto un programma che
consente ai Comuni di :
1.
Vitalizzare gli spazi
pubblici attraverso iniziative e programmi qualificati per il tempo libero
2.
Costruire servizi
sociali, culturali e ricreativi in grado di autofinanziarsi coi contributi dei
fruitori
3.
Qualificare giovani
disoccupati al lavoro autonomo ed alla presa in carico dei servizi costruiti.
Una proposta NUOVA
rivolta ad Enti Locali piccoli e medi con una mentalità NUOVA, che:
*
non dispongono di fondi sufficienti per l’utilizzo
degli spazi comunitari ed il varo di significativi progetti sociali, culturali
e ricreativi;
*
desiderano offrire ai giovani disoccupati una
qualificazione professionale ed un lavoro a reddito autonomo;
*
dispongono di attrezzature e spazi culturali,
ricreativi, sportivi e di aggregazione che sono sottoutilizzati per carenza di
fondi o di operatori qualificati.
Si tratta di un
intervento della durata dai 2 ai 5 anni, non rinnovabili, di operatori
qualificati dell’AIATEL e di altri gruppi consociati. L’intervento prevede
l’uso di spazi sottoutilizzati del territorio, la promozione e la gestione di
programmi e servizi per il tempo libero, finanziati dai cittadini che ne
fruiscono. Le iniziative che saranno periodicamente concordate con
l’Amministrazione, vedranno impegnato a finco degli operatori, un gruppo di
giovani disoccupati nel ruolo di tirocinanti in formazione. cOstoro, per tutta
la durata del contratto, parteciperanno al lavoro sul campo e seguiranno
appositi seminari di qualificazione. Al termine dell’intervento i giovani
disoccupati, qualificati e costituiti in cooperativa, subentreranno nella
gestione delle attività remunerative collaudate dal Progetto.
Il Progetto offre intanto
la vitalizzazione della comunità attraverso l’uso qualificato di spazi ed
attrezzature sottoutilizzati, per il tempo libero, la cultura, l’aggregazione.
In secondo luogo offre la formazione ed una prospettiva di lavoro autonomo a
giovani disoccupati. Infine, la proposta lascerà sul territorio, un impresa a
carattere socio-culturale, autofinanziata dai fruitori, quindi senza onere per
l’Ente Locale.
Possono negoziare l’avvio
di un Progetto ISOLA quei Comuni che:
*
non sono contrari all’idea che i servizi culturali e
ricreativi siano pagati dai cittadini che ne fanno uso;
*
sono disponibili a concedere in uso gratuito spazi ed
attrezzature;
*
sono disposti a concedere licenze e autorizzazioni per
manifestazioni e per pubblici esercizi;
*
dispongono di uno o più degli spazi seguenti: Parco,
Palestra, Cinema, Spazi chiusi per la Aggregazione, Spazi Verdi, Giardini, Campo
Sportivo, Teatro, Palazzetto, Museo.
IDEE PER I GIOVANI DAI 15 AI 20 ANNI
Programma di vacanza, amicizia e crescita
La fascia d’età degli
adolescenti e dei giovani è quella cui si rivolge il minor numero di proposte
formative. AIATEL, in collaborazione con EGEO srl., propone un NUOVO
PROGRAMMA che comprende:
a
una esperienza di
divertimento, riposo e turismo
b
una occasione per
conoscere nuovi amici e fare gruppo
c
una possibilità di
crescere come leader.
Il Programma che si
rivolge ai giovani di entrambi i sessi, di età compresa fra 16 ed i 20 anni, si propone di :
-
offrire una vacanza
intelligente
-
facilitare la creazione
di gruppi di giovani, capaci di auto-organizzarsi il tempo libero
-
stimolare nei
partecipanti la espressività, la creatività, la socialità e l’autonomia.
Il programma prevede tre
fasi di cinque giorni ciascuna, distanziate l’una dall’altra di circa 3 mesi:
1°
Fase: “FARE QUALCOSA PER SE STESSI”
2°
Fase. “FARE QUALCOSA CON GLI ALTRI”
3°
Fase: “FARE QUALCOSA PER GLI ALTRI”.
Il lavoro sarà portato
avanti, per circa 7 ore al giorno, in piccoli gruppi di 15 partecipantial
massimo. E si svolge sia in forma residenziale (2 settimane in un posto di
villeggiatura+1 in città) sia in forma semi-residenziale (3 settimane in
città). Tutte le fasi saranno sottoposte ad una ricerca valutativa per il
controllo dei cambiamenti. Le famiglie saranno informate prima e dopo ogni fase
delle attività e dei problemi emersi, nel rispetto del vincolo della
riservatezza professionale degli operatori.
ULTERIORI INFORMAZIONI TE. 02-26112010 *FAX
02-26148970
XXI SECOLO:
nuove prospettive per il Tempo Libero
e la qualità della vita
Dal 15 al 19 Luglio 1996
la World Leisure Association terrà il suo IV Congresso Mondiale a Cariff, in
Gran Bretagna.
Questa è un’organizzazione
nordamericana che lavora a 360 gradi sul tempo libero elaborando e gestendo
progetti in tutto il mondo, con una particolare attenzione ai Paesi cosiddetti
“in via di sviluppo” e sottosviluppati anche per conto dell’O.N.U. dove ha lo
status consultivo.
Il tema delle
discussioni, dei working-party e delle sessioni verterà sul tempo libero e
sulla qualità della vita. Mi sono chiesto se noi italiani possiamo dare un
contributo, sia esso teorico, professionale o politico, su un temo così
affascinante. Forse non “tutto è accaduto”…
Dal punto di vista
strategico inteso come capacità progettuale a media-lunga scadenza, come
promotori di iniziative pilota, come ricercatori e sperimentatori siamo – a mio
parere – distaccati di molto da tutti gli altri Paesi Occidentali. Esiste una
carenza strutturale e sovrastrutturale che ci pone fuori dal contesto
internazionale e che circoscrive la nostra azione animativa invalidando i
basilari principi di una corretta politica socio-culturale. Molto resta da fare
sulla formazione, sulla professionalizzazione e sulla creazione di spazi
adeguati.
Dal punto di vista
legislativo poi, una legge che tuteli la figura dell’animatore e che definisca
in modo chiaro criteri e valutazioni all’interno delle strutture pubbliche e
private, è ancora di là da venire.
Da un punto di vista
tattico, inteso come capacità progettuale a breve scadenza, forse, possiamo
dire qualcosa.
Ci sono stati, nel corso
di questi ultimi anni, progetti che sono stati innovativi, originali e
interessanti /vedasi progetti ad hoc su minori, adolescenti, giovani) ma privi
di una direzione complessiva generale e lasciati ancora una volta
all’entusiasmo, alla buona volontà ed alle capacità di alcuni animatori.
Esperienze sicuramente
stimilanti, ma prive di un quadro di riferimento globale e con una precarietà
di fondo. In assenza di memoria storica, queste esperienze rischiano di
perdersi e diventa difficile anche recuperarle.
Il dibattito sulla
qualità della vita (termine ormai svuotato del suo valore intrinseco tanto è stato
l’uso spropositato che se ne è fatto) e sul tempo libero è ancora vittima delle
pastoie di un sistema politico clientelare e di mercificazione.
Tra tutte le varie
organizzazioni che raggruppano cooperative d’animazione sociale, comitati di
quartiere, centri per il tempo libero ecc. esiste un serio dibattito su ciò che
gli altri Paesi stanno progettando e sperimentando?
E ancora, esiste un
archivio internazionale degno di questo nome?
Esiste una sorta di FORUM
delle associazioni in grado di rappresentare un interlocutore unico e valido
all’interno di tutte le istanze internazionali? C’è ancora spazio per il
cambiamento?
Scorrendo la lista delle
persone finora accreditate al IV Congresso Mondiale della W.L.R.A. l’unico
cognome che suona italiano è il mio.
Mi piacerebbe vederne
altri.
Carlo Scovino
LOISIR
AIATEL
NOTIZIE
Semestrale di informazioni
E discussioni
sull’animazione
E il tempo libero
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Telefono 02/26112010
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Responsabile:
Margherita Sberna
Redazione:
Consiglio Direttivo Nazionale AIATEL
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