ANNO V – N.9 GENNAIO-GIUGNO 1994

 

LOISIR

AIATEL NOTIZIE

SEMESTRALE DI INFORMAZIONI E DISCUSSIONI SULL’ANIMAZIONE E IL TEMPO LIBERO

 

EDITORIALE

MILANO:

autogol della Lega nel sociale?

Il fatto che i politici del vecchio regime siano stati spazzati via a Milano è già di per sé un motivo di grande gioia. Purtroppo sono rimasti al loro posto, come i topi nel formaggio tutti i dirigenti alti e medi del Comune, corresponsabili dello sfascio del settore sociale a Milano. A parte questo elemento, peraltro prevedibile, i primi mesi di Governo della Lega sono molto lontani dal mostrare quelle novità che erano state promesse. Il primo giudizio che possiamo dare sul “nuovo” a Milano nel settore sociale e culturale, che ci interessa come animatori, non è certo entusiasmante. Prendiamo come esempio gli Assessori alla Cultura, Daverio, e alla Assistenza, Giacomoni. Intanto il metodo di lavoro. entrambi hanno mantenuto il vecchio stile, un po’ carbonaro ed un po’ amicale, dei “banditi” Tognoli e Pillitteri: consultazioni ristrette coi vecchi centri di potere o coi nuovi amici personali, segretezza, riesumazione dei vecchi schemi. Poca trasparenza, nessuna partecipazione o consultazione allargata, nessun dibattito che non sia strettamente istituzionale. Poi i contenuti. L’Assessore alla Cultura, lontano dalla ricerca di effettive novità, ha rifatto il millesimo dibattito sulla Cultura a Milano (col “c” maiuscolo ovviamente!) riservato alle vecchie cariatidi; ha rifatto le stesse “carnevalate” del regime, dimenticando che sono i governi totalitari che organizzano il divertimento e la trasgressione dei cittadini; non ha neppure iniziato a lavorare sulla cultura (con la “c” minuscolo) delle favelas milanesi. Nel dibattito sul Leoncavallo, il Daverio si è ben guardato dal mettere sul tappeto una discussione seria su un eventuale Progetto Giovani. L’Assessore all’Assistenza sembra paralizzato dalla paura e intanto non trova di meglio che fare “gare” fasulle per appalti capestro e per attività dequalificate per i Centri Anziani. Unica azione visibile: l’avviato smantellamento dell’Assistenza Domiciliare Minori, unico servizio intelligente prodotto dalle “Giunte rosse”. La iniziativa di cacciare via dai CST le cooperative del vecchio regime è stata buona, sennonchè la soluzione adottata, basata sul precariato e le assunzioni clientelari, ha solo peggiorato le cose. Sulle attività del famigerato Centro Milanese per lo Sport e la Ricreazione, la Giunta non muove un dito; così come sui decrepiti Centri Giovanili; mentre la vecchia formazione professionale di impronta “sovietica” è rimasta inalterata. Speriamo che le cose cambino, perché per ora Milano sembra un vistoso autogol della Lega.

 

 

ANIMAZIONE & BELLEZZA

Musei, castelli, giardini e parchi: la nuova frontiera

dell’animazione. Aosta, Brescia e Varese come sintomi

La fine del XX secolo vede la maturazione di enormi processi di cambiamento iniziati da oltre un secolo. Una società frantumata e corrosa dall’angoscia del pensiero debole, è alla disperata ricerca di nuovi valori forti su cui fondare il suo nuovo sviluppo nel Terzo Millennio. La questione centrale di questo passaggio sta nel declino del materialismo, dell’economicismo e dell’utilitarismo. Tutta la società moderna ed industriale si basava sul primato delle cose sulle persone, del denaro sulle idee e dell’utile sul bello: in sintesi, sul dominio dell’oggettivo sul soggettivo.

I motivi di questo orientamento della modernità sono diversi e molti autori hanno fatto ipotesi suggestive. Dal nostro punto di vista, di operatori dell’immateriale, una interpretazione del fenomeno può essere quella di “immaturità evolutiva”. La società moderna è stata costruita sul senso della penuria e quindi sull’urgenza dei bisogni primari e di sicurezza. Due secoli di sforzi dell’Occidente sono stati centrati sull’obiettivo della liberazione dai bisogni più primitivi come l’alimentazione, l’abilitazione, l’abbigliamento, gli accessori materiali e la sicurezza. La soddisfazione di questi obiettivi nella maggioranza della popolazione, accompagnata da un abbassamento delle soglie percepite di bisogno materiale, ha progressivamente aumentato il valore dei bisogni immateriali. Il declino della modernità inizia con la contestazione dell’industrialismo, come “cosificazione” della complessità umana, e continua con la emersione sempre più vistosa dei bisogni secondari o immateriali (socialità, autonomia e autorealizzazione). La post-modernità cresce, sia pure a segnali deboli, su un panorama di percezione dell’abbondanza che mette al centro i bisogni più maturi sulla scala evolutiva.

Uno dei segnali di questa trasformazione è il graduale riequilibrio fra i valori dell’utile e del bello. L’industrialesimo è stato segnato da una ossessiva concezione dell’utile inteso come economico e materiale. Utile era ciò che aveva minimi costi e massimi ricavi monetari, lasciando salva la mera funzione. Il taylorismo nelle organizzazioni ed i funzionamento in architettura sono state le epopee visibili di questa ideologia. L’estetica e l’etica, la natura e la persona erano considerati lussi decadenti, quando non superfluità barocche.

La psicoanalisi freudiana e la Scuola di Francoforte, e poi l’esistenzialismo ed il personalismo, il marxismo, la psicologia del lavoro, l’ambientalismo ed il pacifismo sono state correnti antagoniste della modernità che hanno cercato di rivedere il concetto di utile.

Questo concetto assume nel “pensiero critico” un significato umanistico ed olistico: è utile ciò che svolge una funzione ai minori costi e coi massimi ricavi, non solo economici, ma anche umani, immateriali, ambientali, planetari.

La bellezza, intesa come arte, espressività, ma anche natura e paesaggio, sta diventando sempre più un valore centrale della post-modernità. Un valore immateriale, simbolico, affettivo cioè soggettivo, che fa slittare i concetti di costo e di utile. Una bellezza che tuttavia che non è semplicemente da constatare, ma da cercare, costruire o difendere, valorizzare. Una bellezza che oggi si trova sepolta, repressa o rimossa, da strati d brutezza funzionalista, materialista ed utilitarista, sedimentati nel paesaggio come nella psicologia dei singoli. Ecco perché l’ANIMAZIONE ha titolo per associarsi alla BELLEZZA. Se l’animazione è una pratica sociale finalizzata alla scoperta del potenziale e delle risorse per esprimerlo, alle soglie del XXI secolo essa ha fra i suoi compiti quello di disoccultare il bisogno di bellezza e stimolare il potenziale, presente in tutti, di soddisfare questo bisogno. Uno dei sintomi, sia pure debole, di questa ipotesi di tendenza è offerto dalle scelte che nel 1994 hanno fatto gli studenti dei Corsi della Scuola Nazionale Animatori di Aosta, Brescia e Varese.

Il modello SNA prevede che gli allievi scelgano in autonomia una utenza ed un territorio per realizzare un intervento di animazione che è parte dell’iter formativo. Ebbene senza alcuna influenza o forzatura, e senza comunicare fra loro, gli allievi di Aosta hanno scelto un intervento di valorizzazione dei Castelli della Valle; gli allievi di Brescia hanno indirizzato il loro sforzo verso due Musei della città; gli allievi di Varese si sono invece impegnati nel parco-giardino degli Estensi.

Tre episodi marginali forse, ma testimoni di una tendenza inimmaginabile fino a tre anni or sono.

 

GUIDO CONTESSA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASSOCIATEVI

ABBONATEVI

SOSTENETE

AIATEL-LOISIR

L. 20.000

CCP 10964252

 

 

 

 

 

 

 

RACCOLTA FIRME

A DIFESA

DELLA ANIMAZIONE

PROFESSIONALE

E DELLA

SCUOLA NAZIONALE

ANIMATORI-SNA

Di Milano, Varese, Brescia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Raccolta firme a difesa della Animazione Professionale

e della Scuola Nazionale Animatori-Sna di Milano, Varese, Brescia.

 

Caro amico,

il Piano Socio-Assistenziale che la Regione Lombardia sta approntando prefigura prospettive nerissime per la professione dell’animatore e per l’AIATEL-SNA, oltre che per le casse regionali.

Se il PSA sarà sarà approvato dal nuovo Governo Regionale, gli animatori saranno condannati ad una normativa dannosa per loro e per gli utenti, l’AIATEL SARA’ COSTRETTA A CHIUDERE I SUOI CORSI  e il bilancio regionale subirà un ennesimo carico ingiustificato.

Se Ti sta a cuore l’animazione e se ritieni utile la funzione svolta negli ultimi due lustri dall’AIATEL, Ti invito a firmare il documento allegato e spedirlo alla nostra Segreteria. Le firme ricevute saranno da noi girate al Consiglio Regionale. Inoltre, Ti invito caldamente a divulgare il documento in tutte le sedi che Ti saranno possibili (luoghi di lavoro, stampa, sindacato, partiti ecc.).

RingraziandoTi per la collaborazione, Ti invio un cordiale saluto.

Dott. Guido Contessa

(Segretario Nazionale)

 

DOCUMENTO A DIFESA DELL’ANIMAZIONE PROFESSIONALE E DELL’AIATEL-SCUOLA NAZIONALE ANIMATORI (in relazione alla proposta del Piano Socio Assistenziale della Regione Lombardia)

 

1.      Il PSA parla di un “animatore sociale” che non esiste nella realtà, né in letteratura, né nella normativa ministeriale.

1.1.   Esiste un ANIMATORE POLIVALENTE che appartiene sempre alla categoria degli operatori sociali e che opera via via nei settori culturali, socio-assistenziali, ricreativi, turistico, artistico, sanitario, ecc.

1.2.   Regolamentare questa pure invenzione, come indica il PSA, significa creare operatori non plastici e adattabili al mercato del lavoro, quindi favorire la DISOCCUPAZIONE.

1.3.   Istituire una figura di animatore per i servizi socio-assistenziali implica un’ipotesi di ghettizzazione dell’utenza. Non esiste un’animazione per gli anziani, per i tossicodipendenti, per gli handicappati: esiste un’ANIMAZIONE capace e sensibile verso DIVERSI BISOGNI di diverse utenze.

1.4.   Formare un animatore per il settore socio-assistenziale, invece che un animatore polivalente con una specializzazione di indirizzo, indica esporre i giovani al rischio della SINDROME DEL BURNOUT, nota dal 1975 come malattia tipica degli operatori troppo a lungo esposti a situazioni di grave disagio.

1.5.   Al massimo è possibile prevedere un apposito indirizzo o specializzazione per quegli animatori che operano in servizi socio-assistenziali (non sociali, che è termine non specifico) con utenza in particolare stato di disagio (psichiatria, malati terminali, non autosufficienti gravi, carcerati, ecc.)

2.      L’animatore si caratterizza perl’uso specifico di TECNICHE LUDICHE E CULTURALI, e non per le finalità, i metodi o i tipi di utenza. Solo le tecniche distinguono i profili professionali, mentre le finalità, i metodi o le utenze sono comuni a tutti gli operatori sociali.

3.      L’animatore non appartiene all’area socio-educativa più di quanto non appartenga all’area sanitaria, culturale, ricreativa o turistica. L’animatore interviene in tutti i comparti dove occorra un professionista specializzato nelle tecniche culturali e ludiche.

4.      La formazione di 1.700 ore in biennio, proposta dal PSA, non ha ALCUNA MOTIVAZIONE DIDATTICA. L’AIATEL-SNA ha dimostrato con 6 anni di esperienza in dieci città e in 50.000 ore d’aula, che una formazione di base minima soddisfacente si ottiene con 1.000 ore nel biennio.

4.1.Un aumento di 700 ore, oltre ad un costo per l’Ente Locale maggiore del 70%, ridurrebbe di molto l’accesso dei giovani alla professione.

5.      La proposta di realizzare Corsi di “formazione in servizio” o, peggio, di inserire in via transitoria nei servizi, come animatori, soggetti in possesso del solo titolo di Scuola Media Superiore è assurda, per l’evidente DEQUALIFICAZIONE che si produrrebbe e per il disconoscimento di tutti coloro che SONO GIA’ IN POSSESSO DI QUALIFICA ottenuta in Corsi di riconosciuta competenza.

5.1 Se i servizi necessitano di risorse, è sufficiente procedere al riconoscimento dei curriculi formativi già    completati, semmai attivando una speciale Commissione di Esame.

6.      L’affidamento dei Corsi per Animatori alle Scuole per Educatori ha tre risvolti negativi:

a-      per almeno un triennio la formazione sarebbe dequalificata (tempo minimo per acquisire competenze appena sufficiente)

b-     gli animatori sarebbero formati come educatori di serie B, con gravi ripercussioni anche sui Servizi;

c-      le Scuole private, da anni operanti in regime di autofinanziamento, sarebbero costrette a chiudere.

G.    L’opera di vicariato che in questi anni hanno svolto le Scuole private per Animatori non va disconosciuta o azzerata, ma valorizzata. Le competenze accumulate dalle Scuole Specializzate private, in anni di esperienza, devono essere legittimate a continuare ad esprimersi, in regime di concorrenza leale e paritaria.

 

 

IN CONCLUSIONE CHIEDIAMO

 

A.     Che le parti del PSA riguardanti l’animatore siano rivisitate e ridiscusse con le uniche organizzazioni rappresentative della categoria (AIATEL e SIA), mai finora consultate;

B.     Che sia approntata una normativa regionale riguardante la professione dell’Animatore Polivalente, con l’attivazione di un apposito Registro Regionale;

C.     Che siano considerate valide le qualifiche ottenute negli ultimi 5 anni dagli animatori che hanno frequentato Corsi rispondenti a standards minimi di qualità (concordate con serie e trasparenti modalità di consultazione);

D.    Che l’iter formativo degli animatori sia discusso fra le Scuole Specializzate per Animatori (con pari dignità fra pubbliche e private) e tutti gli Assessorati regionali interessati (Istruzione, Assistenza, Cultura, Ecologia, Sanità, Turismo);

E.     Che le Provincie nell’approvare Corsi per Animatori, tengano conto delle esperienze e competenze esistenti.

 

 

FIRMATO:________________________________________________________________________________

Nome e Cognome (Ente) e indirizzo in stampatello________________________________________________

 

FOTOCOPIARE, FIRMARE E SPEDIRE (AIATEL, VIA CHIOGGIA, 3-20125 MILANO)

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTIZIE SNA SCUOLA NAZIONALE ANIMATORI

 

ALBO QUALIFICATI

SCUOLA BIENNALE

ANIMATORI POLIVALENTI-SNA

Discussione tesi del 30-1-1994

Commissione Contessa, Sberna, Sala

 

Danesi Anna (BS)                               102/110

 

Discussione tesi dei gg. 15-16-17 marzo 94

Commissione Contessa, Fusina, Sberna;

Comune To, Provv Studi, Regio Piemonte, Min. Lavoro; voti in centesimi

 


Barban Michela              

Bianco Guido

Criprian Paola                               

Coatto Laura

Craviolatti Marco

D’Alesio Patrizia

De Bellis Giovanni

De Vita Claudio

Ferrari Michela

Girard Viviana

Ieluzzi Stefania

Marafioti Mirella

Masali Elisabetta

Nola Salvatore

Perri Roberto

Pogliano Renata

Polano Lucia

Polifroni Giusy

Rapisarda Salvatore

Squarcio Giancarlo

Taricco Alberta

Treccarichi Franca

Venditti Sandro

Vergano Roberto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

96/100

95/100

100/100

100/100

95/100

100/100

97/100

93/100

80/100

100/100

100/100

97/100

80/100

98/100

100/100

90/100

100/100

96/100

98/100

90/100

100/100

96/100

92/100

100/100

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


PROSSIMA

SESSIONE

DI TESI SNA

APERTA A TUTTI GLI STUDENTI INTERESSATI:

 

Molinetto di Mazzano (BS)

Venerdì 24 giugno 1994

Ore 18.00-20.00

 

L’anno scolastico che si sta per chiudere è stato particolarmente ricco e significativo per la Scuola Nazionale Animatori. Intanto per il numero di sedi aperte. Aosta, Milano, Varese, Brescia, Verona, Forlì e Catania hanno portato avanti il bienni regolare; a Cesena abbiamo realizzato un corso CEE; a Partinico un modello sperimentale per Istituti Professionali; a Verona un Corso per animatori turistici.

Per il 1994-1995, oltre alla continuazione dei Corsi nelle sedi attuali, stiamo preparando l’apertura dei bienni a Torino, Como, Mantova, Novara, Vicenza, Carpi e Riccione.

Nelle sedi del Corso biennale, quest’anno sono stati realizzati alcuni eventi particolarmente riusciti. Fra i primi anni la sede aostana sta utilizzando i preparativi per una manifestazione di animazione dei Castelli della Valle, a Fenis.

La sede milanese ha realizzato un sabato di gioco per bambini e famiglie presso una scuola elementare, mettendo in campo una scenografia davvero sorprendente.

La sede di Varese ha realizzato un sofisticato intervento di “animazione improvvisata” ai Giardini Estensi.

 

SONO INIZIATI

I COLLOQUI

DI AMMISSIONE

ALL’ANNO

SCOLASTICO

1994-1995

PER INFORMAZIONI CONTATTARE:

sede Nazionale   02-26112010

sede Brescia  030-2620589

sede Varese  0332-401896

sede Verona   045-563108

sede Torino  011-851090

 

I veronesi hanno realizzato un grande gioco sul ruolo dell’animatore.

I bresciani, cui va un plauso per l’intervento complessivamente più riuscito, hanno prodotto una animazione museale proprio nel piazzale antistante due Musei, nel Castello della città.

Gli allievi del secondo anno devono realizzare ben due iniziative pubbliche nel corso dell’anno, per cui è difficile ricordarle tutte. Impeccabile è stato il primo evento di Milano, per la promozione e l’avvio di un centro di aggregazione: perfetto, per le tecniche utilizzate, è stato il secondo evento dei bresciani sul tema delle ludoteche.

Un anno insomma molto ricco, grazie ad allievi entusiasti e molto impegnati, ma anche grazie ad uno staff di docenti collaudati da ormai 50.000 ore di esperienze formative.

 

 

AIATEL

HA FRA I SUOI SCOPI

LA ATTIVAZIONE

DI UN CORSO SNA

IN OGNI PROVINCIA

ITALIANA.

 

SIETE UN CFP,

UN COMUNE,

UNA PROVINCIA,

UNA REGIONE,

UNA ASSOCIAZIONE

INTERESSATA

ADA APRIRE

UN CORSO IN

PARTNERSHIP

CON AIATEL?

 

CONTATTATECI!!!

02-26112010

 

 

 

 

 

GLI ANIMATORI NEI SERVIZI: DOVE E QUANDO?

Esiste in molti servizi pubblici una grande confusione su se e come debba essere impiegato l’ANIMATORE PROFESSIONALE, in alternativa ad altre figure come il volontario, l’educatore, il terapeuta, l’istruttore, ecc.

Per affrontare questo tema occorre premettere una definizione dei confini e dello specifico della professione dell’animatore. Questa professione, come tale, opera secondo i metodi comuni tutte le figure del settore immateriale: progettazione, organizzazione, verifica e valutazione, lavoro d’equipe interprofessionale e connessioni inter-istituzionali. Essendo una figura che opera nel settore immateriale, le sue finalità sono anch’esse comuni a tutte le professioni limitrofe: che hanno lo stesso fine di facilitare un AUMENTO DI BENESSERE e/o di COMPETENZA. Lo specifico che distingue le professioni fra loro è quello tecnico, e per l’ANIMATORE, sono i mezzi RICREATIVI E CULTURALI.

L’animatore serve dunque in quei servizi dove occorre una competenza professionale centrata sulla RICREAZIONE e la PROMOZIONE CULTURALE. Dove sia richiesta una competenza centrata sull’assistenza, sulla terapia, sulla custodia, sull’apprendimento, sull’educazione, sulla riabilitazione o sul reinserimento l’ANIMATORE NON SERVE.

Così come è superfluo in quei servizi dove la tecnica centrale sia la relazione, psicologica o corporea, l’istruzione o l’addestramento, il comando o il consiglio. Le tecniche specifiche dell’animazione sono infatti il DIVERTIMENTO e le ATTIVITA’ DI PRODUZIONE CULTURALE.

Vediamo nel quadro sinottico diversi servizi, con le relative focalizzazioni principali ed i professionisti essenziali.

 

 

 

SERVIZIO                                   FOCALIZZAZIONE                           OPERATORE ESSENZIALE

ludoteca                                             divertimento                                                   animatore

centro aggreg. minori                        divertimento                                                   animatore

centro giovani                                    divertimento                                                   animatore

soggiorno vacanze                              divertimento                                                   animatore

                                                      funzioni quotidiane                                              educatore

comunità alloggio                               crescita                                                           educatore

comunità terapeutica                         rieducazione                                                     educatore

centro per handicap                           rieducazione                                                    educatore

centro anziani                                     divertimento                                                    animatore

casa di riposo                                     divertimento                                                    animatore

                                                       funzioni quotidiane                                             educatore

servizi psichiatrici                          rieducaz./reinserim.                                             educatore

assist.domic.minori                          educazione                                                         educatore  

centro accoglienza                          inserimento                                                          educatore

prevenzione prim.                            sensibilizzazione                                                animatore

prevenzione second.                        rieducazione                                                       educatore

centro sociale                                   promozione culturale                                            animatore

biblioteca                                          promozione culturale                                            animatore

parco                                                  prom.culturale/divertim.                                      animatore

museo                                               promozione culturale                                            animatore

 

 

Come si vede dal sinottico i Servizi dove è centrale l’ANIMATORE sono quelli dove esiste una presunzione di agio, mentre l’EDUCATORE è centrale dove esiste una prevalenza di disagio dichiarato. L’ANIMATORE è la figura principale laddove i servizi sono focalizzati sul divertimento, l’espressività, l’aggregazione, e dove si presume che il ruolo educativo sia svolto dalle agenzie della normalità (famiglia, scuola, chiesa, ecc.). l’EDUCATORE è invece cruciale laddove gli utenti necessitano di attenzioni personalizzate di educazione, rieducazione, reinserimento oppure dove sono assenti le figure educative familiari.

Definire la centralità di un operatore in un servizio non significa che sia preclusa l’ipotesi di affiancamenti, in quei servizi dove esistono necessità miste.

Per esempio, in un soggiorno di vacanza è possibile ipotizzare che le funzioni della quotidianità (igieniche, alimentari, etiche, ecc.) siano carenti nei minori lontani  dalla famiglia e dunque l’educatore può affiancarsi all’animatore. Così come in una comunità residenziale, il tempo libero può assumere valenze strategiche e dunque essere affidato ad un animatore, invece che agli educatori o a semplici volontari. Tuttavia la centralità determina il fabbisogno numerico e la focalizzazione primaria del Servizio, e determina il peso decisionale delle diverse figure.

GUIDO CONTESSA

 

 

 

 

 

 

ANIMATORI ED ALTRI OPERATORI SOCIALI FRA OCCUPAZIONE ED IMPRENDITORIALITA’: una nuova prospettiva

 

Il Welfare State è ormai in via di estinzione, giustamente accusato di esosità e totalitarismo. Gli Enti Pubblici in genere e quelli Locali in particolare sono in stato comatoso, incapaci di pianificare, negoziare, costruire qualcosa di significativo nel settore dell’immateriale. La sensazione è che per il prossimo decennio i Comuni e le Regioni si limiteranno alle fognature, la illuminazione stradale e la nettezza urbana.

I Servizi Sociali, Culturali, Educativi sono ormai saturi di operatori e, salva l’eccezione di qualche nicchia, è improbabile che il futuro veda l’assorbimento in questi settori di nuove leve di operatori. D’altra parte le Università e le Scuole Professionali per psicologi, educatori, animatori, operatori sociali in genere sono prese d’assalto da giovani che in sempre maggior numero scelgono le professioni dell’immateriale. Come dunque si affronterà nel prossimo futuro la contraddizione fra domanda in crescita di lavoro immateriale ed offerta bloccata nei Servizi?

La ipotesi più probabile sta nell’imprenditorialità e nel libero mercato dei prodotti e servizi immateriali. Gli operatori devono uscire dalla logica della ricerca del posto pubblico, che sarà sempre più raro, per entrare nella logica dell’impresa privata.

Animatori, educatori, psicologi, sociologi, pedagogisti, assistenti sociali devono cominciare a pensare di promuovere imprese autonome e entrare in imprese private. Si tratta di una conversione traumatica che implica concetti come rischio, qualità, prestazione, risultati, marketing, che oggi sono lontanissimi dalla mentalità degli operatori sociali.

Tuttavia una conversione dovranno effettuarla anche gli Amministratori Locali, che oggi hanno scelto la via della paralisi, senza alcuna fantasia progettuale. In mancanza di danaro gli Enti Locali dovranno trasformarsi da elemosinieri interessati, in progettisti e controllori di interventi privati, cui devono essere concessi gli spazi per vivere e prosperare. I segnali oggi non sono incoraggianti, perché gli Enti Locali stanno rispondendo alla crisi economica e morale con proposte di convenzioni ed appalti che sono ridicoli quando non vistosamente illegali. Lo sbocco finale di questi atteggiamenti è certamente la dequalificazione e la desertificazione delle competenze e della qualità nel sociale.

Il soggetto che sembra oggi più pronto alla trasformazione sembra l’utenza. Da qualche anno ormai famiglie, giovani, anziani hanno capito che i servizi immateriali di qualità possono e devono essere comprati. Sembra sempre più difficile l’idea che ogni soggetto deve scegliere fra due prodotti e servizi in concorrenza fra loro: quelli materiali e quelli immateriali. Una famiglia deve poter decidere se sia meglio comprare per il figlio un altro maglione di Benetton o iscriverlo ad un laboratorio espressivo. E i comportamenti dicono che ormai le famiglie sono pronte a queste scelte. Come lo sono gli anziani nello scegliere un Soggiorno al mare al posto del nuovo cappotto; o i giovani nello scegliere la vacanza-studio invece del nuovo impianto hi-fi. Naturalmente, non sono in queste condizioni di maturità discrezionale, quei gruppi e ceti che vivono nell’indigenza materiale e che dunque non possono accedere ad alcun servizio immateriale. Per queste fasce della popolazione il Welfare State deve essere salvato e protetto, anche se, messo a fianco del sistema privato, esso non potrà non acquisire le logiche organizzative.

 

 

 

Ultime notizie

Dalla Società Italiana

Di Animazione – S.I.A.

 

Da circa un anno la SIA si è rimessa in corsa con un nuovo Consiglio Direttivo Nazionale costituito da: Aldo Terracciano (Presidente), Margherita Sberna (Vice-Presidente), Anna Rosa Lombardi (Segretario), Stefano Ghidoni (delegato Val d’Aosta e Piemonte), Marco Fumagalli (delegato Lombardia) e Toti Licata (delegato per le regioni meridionali).

La situazione è ancora molto delicata perché la Società, che è una confederazione di gruppi, cooperative e associazioni, sconta una tradizionale difficoltà tutta italiana a collaborare e coordinarsi con altri. C’è chi crede di avere più successo attraverso gli “amici”; c’è chi teme di perdere autonomia; c’è chi si rifiuta di riconoscere l’importanza di un progetto comune di qualificazione e promozione dell’animazione professionale: è arduo superare l’isolazionismo delle centinaia di gruppi di animazione.

Il programma del nuovo CD Nazionale prevede l’organizzazione di un Convegno entro il 1994; la costituzione di una “banca progetti” che faciliti lo scambio fra i gruppi associati; la creazione di un Registro Nazionale dei Tecnici e dei Formatori de4l settore; un aggiornamento sull’editoria specializzata; un periodico informativo e la pubblicazione di volumi sull’animazione.

Soprattutto la SIA vuole allacciare relazioni con Enti Pubblici e Locali, Sindacati e Ministeri allo scopo di ottenere un sempre maggiore riconoscimento della professione.

Per il 1994 la quota di adesione è stata fissata in L. 100.000 per ogni gruppo che si associa e dunque l’adesione dovrebbe essere facilitata. Il CD Nazionale ha anche deciso di aprire le sue riunioni a tutti coloro che sono interessati, anche non ancora associati.

 

Margherita Sberna

Chi desidera informazioni può contattare la Segreteria della SIA (V.le Brescia 6 – 2620589).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARK E’ VIVO!

 

21-22 maggio

MOSTRA FOTOGRAFICA E VIDEO

SULL’ANIMAZIONE NEL PARCO

Dalle 10 alle 12

E dalle 14 alle 19

Presso la Palazzina Civica di Varese

Ingresso libero

 

 

TERMALISMO QUALITA’ DELLA VITA & ANIMAZIONE

 

E’ riscontrata ormai in ogni parte dei Paesi avanzati una tendenza sempre maggiore all’invecchiamento della popolazione e a un corrispondente allungamento della vita media. Le motivazioni, generalmente addotte, di un fenomeno di tale portata ed interesse, sono il miglioramento delle condizioni economiche, sociali, culturali, il miglioramento delle condizioni ambientali quali ad esempio le caratteristiche dei posti di lavoro, l’accoglienza e il comfort delle abitazioni o la quantità e varietà nell’alimentazione; lo sviluppo dei sistemi di comunicazione ed informazione; i nuovi traguardi della scienza medica; l’organizzazione e capillarità dei servizi sociali di sostegno, assistenza e riabilitazione. Tutto quanto con le note eccezioni rappresentate da fenomeni di emarginazione, disoccupazione, abbandono, ai quali il Convegno non può essere indifferente. Tuttavia, quelle sopra citate, sono opportunità offerte e ormai effettivamente accessibili a tutta la popolazione anche nel nostro Paese e nella nostra Regione. Esse costituiscono condizioni che possono favorire la qualità della vita nell’intero percorso esistenziale degli individui in quanto a bambini, giovani e adulti, sono effettivamente proposte occasioni di affermazione di sé, di sviluppo della persona, di autostima, di interazione e integrazione sociale, di identificazione in un ruolo.

Abbiamo parlato di “condizioni che possono contribuire” ma “non garantiscono” ad ogni età una buona qualità di vita che è naturalmente influenzata da fattori soggettivi e collettivi di carattere psicologico, comportamentale e relazionale che incidono sul proficuo utilizzo delle proposte e sull’effettivo coinvolgimento. In sostanza vi è una qualità diversa per ognuno di noi e in ogni fase della nostra vita  che impone soluzioni ed interventi differenti e personalizzati. L’abbassamento del tono e della qualità di vita si evidenziano in particolar modo nell’età del pensionamento o terza età e proprio nella nuova situazione esistenziale sgravata dagli impegni di lavoro e dalle maggiori responsabilità e preoccupazioni.

A fronte di una grande quantità di opportunità sanitarie, assistenziali e ricreative offerte anche agli anziani, assistiamo in generale ad un progressivo affievolirsi in loro della motivazione alla vita: cambiamento di status, perdita di utilità e di significato sociale, diminuzione dell’autonomia fisica e psicologica, svalorizzazione della storia personale, difficoltà nell’espressività, solitudine, sono alcune cause.

Del processo di invecchiamento sono note le cause di tipo biologico relative alle funzioni fisiche e mentali ma non può essere giustificata dagli stessi fattori la progressiva mancanza di significato che i vecchi danno alle loro giornate. Gli anziani hanno più tempo libero di tutti. Si potrebbe dire che essi abbiano “tempo libero a tempo pieno”, con il paradosso che questo possa diventare “tempo vuoto”. Quindi, è anzitutto necessario agire preventivamente educando giovani e adulti a prevedere con anticipo come potrebbe configurarsi la loro vecchiaia creando un continuum di attività, interessi e relazioni. Ma questo , di per sé, non basta.

Il trait d’unione tra l’offerta ed una sua soddisfacente usufruizione è rappresentato dalla qualità della proposta stessa, dalle strategie nel presentarla e dalle modalità di accompagnamento degli utenti. La pratica dell’animazione sociale, rivolta in questo caso agli anziani, può rappresentare il concetto di facilitazione e di interazione con servizi sociali, strutture terapeutiche, attività culturali o turistiche.

L’animazione avvalendosi dei contributi scientifici più attuali, è finalizzata alla scoperta dei bisogni reali, allo sviluppo delle potenzialità degli individui, alla promozione della persona, al produrre cambiamenti, a garantire la dignità. L’animatore può agire direttamente sull’individuo ma anche sul gruppo, sulla comunità e sul contesto in cui essi si trovano. L’animazione con giovani ed anziani prima del pensionamento rappresenta una forte spinta all’utilizzo attivo del futuro tempo libero. Le tradizionali offerte assistenziali e terapeutiche, di attività ricreative, socializzanti o culturali rivolte agli anziani possono avere successo e produrre risultati se assumono caratteristiche di stimolo, di occasione, di coinvolgimento, di partecipazione, di aggregazione, di protagonismo, di attenzione all’autonomia personale. In una parola, le offerte di servizi e di tempo libero devono essere animative. Devono offrire garanzie per il mantenimento del diritto all’autonomia, alla libertà, alla dignità, al divertimento e al piacere, valorizzando anche le più piccole funzioni residue persino nelle condizioni di non autosufficienza e in situazioni apparentemente estreme come l’ospedalizzazione o l'istituzionalizzazione. Luoghi in cui purtroppo è facile dimenticare il concetto stesso d persona.

Animazione sociale, quindi, e animatori preparati come contributo all’organizzazione di una vita di qualità, soprattutto per gli anziani, e nella quale le possibilità di espressione, di esercizio cognitivo e fisico, di arricchimento culturale o di integrazione sociale sono un efficace freno ai processi di senescenza. In sintesi è possibile mantenere o ridare ai pensionati, agli anziani e ai vecchi, magari sotto nuove forme, slegate pertanto dagli stereotipi degli anni vissuti in precedenza, un’identità sociale, la convinzione di essere ancora utili a sé e agli altri, la percezione di stare bene e di avere desideri, quindi il gusto per la vita.

Lo stabilimento termale può rappresentare un’opportunità animativa? Può cioè far parlare di un ventaglio di proposte animative ?

Può la stazione contenere offerte mirate, organizzate e condotte con competenza non esclusivamente mediche, da rappresentare alla popolazione in genere e agli anziani anche non più autosufficienti, in un’ottica di interventi multidimensionali?

Leggenda, preistoria e storia fanno a gara per aiutarci nella risposta. Dall’antichità più remota sappiamo del fascino che l’acqua esercita sull’uomo. Antropologi e psicologi cercano spiegazioni nel fatto che le prime forme di vita si sono sviluppate nella profondità del mare e anche nella singolare condizione in cui oggi la vita prende forma nel grembo materno. l’utilizzazione  delle sorgenti ebbe, per l’uomo, connotazioni d’igiene e di benessere fisico. Un concetto, quello della salute, più che mai attuale e molto caro soprattutto agli anziani che rappresentano quindi una fascia di utenza molto appetitosa per i tour operators in generale e per le società di gestione di stabilimenti termali.

Nell’epoca classica, bagni e ambienti termali fornivano l’occasione di scambi culturali, sociali, mondani. Ai trattamenti terapeutici si aggiungevano aspetti sacrali e religiosi, pratiche sportive e di cura del corpo. Greci e romani riabilitavano i propri guerrieri, feriti e convalescenti, nelle sorgenti termali. I Greci svilupparono l’uso dei bagni in edifici pubblici. Il Ginnasio, ad Atene, era infatti aperto a tutti: giovani, letterati, soldati e cittadini comuni lo frequentavano per praticare la ginnastica, per curare l’estetica e in più si davano convegni. Anche per i Romani le Terme non erano solo bagni e cure fisiche. Oltre alle palestre vi erano sale d’incontro, biblioteche. Gli ambienti erano vasti e lussuosi con marmi, statue, decorazioni pregiate ed erano animati da una folla di senatori, cavalieri, studenti. I frequentatori erano però separati in due sezioni: una per le donne e l’altra per gli uomini.

Dal Rinascimento in poi le terme mantennero la loro importanza favorita anche da nuovi studi scientifici sull’uso curativo delle acque. Gli stabilimenti si insediarono in tutta Europa e in località che divennero centri di villeggiatura e mondanità. In Italia furono però attivate iniziative per fornire cure termali anche ai poveri e agli indigenti. Gli edifici e gli ambienti termali hanno costituito nel tempo, una grossa opportunità per il fiorire della cultura e della rappresentazione artistica. Le stazioni sono infatti testimonianza di storia dell’arte e delle sue trasformazioni. Anche noti disegnatori di manifesti pubblicitari hanno individuato nel soggetto “terme” un campo nuovo ed originale di possibilità creative ed espressive.

Alla luce delle informazioni storiche possiamo dire “di aver proprio scoperto l’acqua calda” affermando che le Terme possono ancora oggi configurarsi come luoghi di cura e riposo ma anche di vacanza e ricreazione. Prendiamo effettivamente atto però che gli stabilimenti termali sono un patrimonio inestimabile anche dal punto di vista della nostra competenza professionale: quella psicologica ed animativa, appunto.

Terme e centri turistici come attrattiva terapeutica ma anche luoghi di educazione alla salute ed all’ambiente. Spazi accoglienti, confortevoli, trasformabili, polivalenti consentono l’incontro, l’aggregazione tra persone non solo anziane. Bambini e giovani troverebbero nei vecchi esempi di culture, di tradizioni, di valori attraverso attività, manifestazioni, mostre, giochi, spettacoli, concerti.

Stefano Ghidoni – ANSED (AO)

 

 

 

 

 

CALENDARIO AIATEL

PER I SOCI

 

Venerdì 24 Giugno

Ore 18 – 20

Sessione tesi di diploma SNA

(aperta)

 

Sabato 25 giugno

Ore 11 – 14

CD Nazionale (aperto)

 

Sabato 25 giugno

Ore 15 – 19

Collegio Nazionale SNA

(riservato staff)

 

domenica 26 giugno

ore 10 – 14

Collegio Nazionale SNA

(riservato staff)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LETTURE

In questa rubrica sono presentate o recensite le pubblicazioni-libri o riviste- di cui è inviata copia in redazione

 

WORLD & RECREATION LEISURE (volume 36, n. 1, primavera 1994) WLRA Secretariat P.O. Box 309, Sharbot Lake, Ontario-CANADA KOH 2PO.

Il numero è monografico sul tema “giovani e tempo libero”. La rivista è pubblicata dalla più prestigiosa associazione mondiale per il tempo libero.

 

IL NOTIZIARIO (anno III, n. 1, febbraio-marzo 1994) Centro documentazione – Assessorato Servizi Sociali – Educativi e Culturali del Comune di Aosta. Via M.Vaudan, 5 – 11100 Aosta.

Il tema centrale del numero è quello dei minori e degli adolescenti.

 

ATLHANTIDE (Anno VI, n.2, marzo 1994). Via De Castillia, 21 – 20124 Milano.

Continua questa pubblicazione molto snella e vivace, non lamentosa, sul tema libero dei portatori di handicap.

 

IL GAZZETTINO DELLA FOM (n. 9 – maggio 1994) – Via S.Antonio, 5 – 20122 Milano. Pubblicazione della Federazione Oratori Milanesi.

A prescindere dalle scelte di valore, il Gazzettino è una miniera di idee animative.

 

RIVISTA DEL VOLONTARIATO (Anno III, n. 4, aprile 1994). Via Nazionale, 39 – 00184 Roma.

Rivista graficamente perfetta, presenta in questo numero un interessante dossier su “Volontariato e disagio mentale”.

 

PARTECIPAZIONE – Mensile della Comunità di Capodarco (n. 3, marzo 1994). Via Lungro, 3 – 00187 Roma.

Rivista molto intellettuale, molto “Left”, presenta in questo numero un bel dossier sui “Poveri di fine millennio”.

 

VOLONTARIATO OGGI (anno X, n. 3, marzo 1994).

Parente povera della Rivista, questa agenzia svolge soprattutto un ruolo di servizio ai gruppi volontari.

 

STADIUM – Mensile del CSI. Via Conciliazione, 1 – 00193 Roma.

Sicuramente l’unica rivista intelligente di cultura dello sport, pubblicata in Italia.

 

LEISURE BUSINESS INTERNATIONAL – Setform Ltd., Europa House, 13 – 17 Ironmonger Row, London EC1V 3QN-GB.

Interessante panorama dello sport, il gioco, i parchi.

 

I PIPLO’ D’LA POMPA – ciclostilato dalla Casa Protetta del Comune di Copparo.

Uno dei pochi giornali fatto da anziani per anziani.

 

CARTA BIANCA – periodico dell’Associazione GIOLLI – Teatro dell’Oppresso – Strada Bellini, 76 – 43014 Medesano (PR).

 

NON VOLEVO DIRTELO – periodico del Progetto di Animazione della Comunità promosso dal Comune di Ospitaletto (BS). Fatto dai giovani per i giovani.

 

IL PASTICCIO – trimestrale di cultura sommersa del Centro Giovani Zona 10 di Milano. Fatto dai giovani per i giovani. Via Tarabella, 4 – Milano.

 

ANIMAZIONE E PROMOZIONE SPORTIVA – Bimestrale del CSI unico nel suo genere. Via Conciliazione, 1 – 00193 Roma.

 

LA LUDOTECA – periodico giunto al XIV anno a cura del CIDL. Necessario per tutti gli animatori. Via del Pronconsolo, 50122 Firenze.

 

 

NOTIZIE IN BREVE

*        Continua con grande successo il lavoro del BISTEAM (BS) nel Progetto di ANIMAZIONE DELLA COMUNIT’ promosso dal Comune di Ospitaletto. Siamo giunti al terzo anno fra tante difficoltà e numerosi successi conseguiti dal team coordinato da M. Sberna e formato da G. B. Treccani, P. A. Ferri, G. F. Bergamaschi.

 

*        L’AIATEL ha realizzato un Corso di specializzazione all’animazione per l’IPSA di Partinico (Pa), terminato con una visita dei 180 allievi ai Servizi milanesi. Ai quali va un sentito ringraziamento, come ai soci G. Baiocchetti, C. Scovino, T. Licata, M. Piccoli, P. Missana, P. Ferri che hanno riscosso un grande consenso.

 

*        Nel gennaio scorso è stato eletto il nuovo CD Nazionale dell’AIATEL, che per il prossimo trienni è così formato: G. Contessa, C. Sala, I. Pajoro, R. Migliaccio, F. Alboni, M.V. Sardella, I. Drudi, A.R. Lombardi, R. Jacquemet, M. Sberna, A. Terracciano, C. Scovino, P. Locatelli. Il CD ha eletto G. Contessa come Segretario Nazionale.

 

*        AIATEL BISTEM (Bs) cerca animatori per soggiorni urbani estivi mese di Luglio. TELEFONARE 030-2620589.

 

*        IL MELO – Centro di Cooperazione Sociale organizza una Mostra Internazionale della solidarietà tra le generazioni nel Settembre 1994. Sono richiesti lavori, esperienze, materiali. Via Magenta, 3 – Gallarate (Va). TEL. 0331-776083.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NUOVO INDIRIZZO

AIATEL

V. CHIOGGIA, 3

20125 MILANO

TEL. 02-26112010

1994

QUOTA

ASSOCIATIVA:

£. 20.000 ANNUE

in francobolli, vaglia

postale, assegno,

C.C.Postale

10964252

(Compreso abbonamento

a LOISIR)

 

UNA COPIA

LOISIR:

£. 6.000

 

 

 

 

 

 

LOISIR

AIATEL NOTIZIE

 

Semestrale

Di informazioni

E discussioni

Sull’animazione

E il tempo libero

 

Via Chioggia 3

20125 Milano

Telefono 02/20112010

 

Aut. Trib. BS n. 18/90, 24/3/90

Sped.Abb.Post/Gr.IV-70

 

Dir. Responsabile:

Margherita Sberna

 

Redazione:

Consiglio Direttivo

Nazionale AIATEL

 

Stampa:

Centrostampa elleci

Via B. Luini, 9

20036 Meda (MI)

Tel. 0362-74973