LA NOSTRA FILOSOFIA

Il Tempo Libero è la porzione di tempo non occupata da attività retribuite, fisiologiche o strumentali. In esso rientrano dunque, la ricreazione, lo sport, lo spettacolo, il turismo, l’educazione permanente, il gioco, le attività di impegno sociale, la cultura.

Da una parte lo sviluppo tecnologico e dall’altra una diversa "cultura del lavoro", favoriscono il progressivo aumento del tempo libero in strati sempre più vasti della popolazione.

Il tempo libero è un "sistema" integrato nel più vasto sistema di produzione del profitto, ma è anche un potente produttore di modelli di comportamento (terza agenzia di socializzazione).

La estrema articolazione geografica ed istituzionale del sistema tempo libero, ne fa uno spazio relativamente agibile per l’emancipazione e la crescita dell’uomo.

Il tempo libero è un momento ed uno spazio potenzialmente utilizzabile in favore dell’uomo, a determinate condizioni. Mancando le quali il tempo libero è un momento di manipolazione e repressione del valore e dei bisogni dell’uomo. Tali condizioni sono:

  1. La partecipazione attiva dei soggetti alle attività di tempo libero come alla loro scelta, programmazione e organizzazione.
  2. La possibilità per i soggetti di scegliere fra diverse opzioni di tempo libero, senza dover subire condizionamenti economici, strutturali, ideologici.
  3. La rispondenza delle attività di tempo libero ai reali bisogni profondi dei soggetti.
  4. La finalizzazione delle attività di tempo libero al miglioramento delle qualità della vita dei soggetti e delle comunità.

L’Animazione è una pratica sociale finalizzata alla presa di coscienza delle potenzialità latenti, represse o rimosse di individui, gruppi, comunità.

L’animazione può essere considerata il segmento iniziale di un processo educativo, nel quale l’utente scopre ciò che può fare, ciò che desidera e ciò che ha il potere di fare. Essa NON è divertimento, ma può usare questo veicolo per raggiungere i suoi fini. Essa NON è attività politica nel senso di aggregazione del consenso; lo è nell’accezione di cura ed attenzione dei bisogni di crescita dell’uomo e della "polis".

In quanto pratica sociale l’animazione può essere svolta a due categorie di persone. Esiste una animazione fatta dai cittadini, in quanto volontari attivi nella comunità, oppure dagli operatori sociali tradizionali (insegnanti, psicologi, assistenti sociali, bibliotecari, educatori…)che continuano a fare il loro lavoro secondo i "metodi" dell’animazione. Esiste poi un’animazione fatta da professionisti, a tempo pieno o come attività principale, che chiamiamo "animatori".

Le specificazioni aggettivali, affiancate al termine animatore, distinguono solo il campo di intervento (socio-culturale, anziani, scolastici ecc.) oppure la metodologia privilegiata (teatrale, audiovisuale, ecc.), ma il termine animatore va ritenuto principale e unificante.

Le aree principali d’intervento fatte proprie dall’animazione finora sono:

  • La socialità, le relazioni, l’aggregazione (interpersonali, di gruppo, e di comunità)
  • La fisicità, intesa come corpo e natura
  • L’espressività, stimolata mediante tutti i linguaggi oltre quello verbale
  • La creatività, intesa come pensiero divergente
  • La lucidità, vista come gioco, festa e gratuità.

Il metodo dell’animazione si basa soprattutto su tre fattori: la ricerca, l’esperienza attiva e il lavoro di gruppo.

 

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