ANIMAZIONE E CAMBIAMENTO *
L'Animazione è un'azione il cui fine e la trasformazione del Soggetto, il suo allargamento, rafforzamento e potenziamento. Non e possibile lavorare su questo delicato tema senza disporre di concetti teorici su cosa sia, come avvenga, quali ostacoli incontri un processo di cambiamento. La filosofia si è misurata per secoli su questo tema da Eraclito a Hegel e due sono i gruppi di teorie a proposito del cambiamento, il che equivale a dire della Storia.
La
prima categoria è rappresentata dalla teoria della ciclicità
di G.B. Vico; la seconda e ascrivibile all'Idealismo ed al Positivismo e
riguarda lo sviluppo progressivo dell'umanita verso tappe superiori. Anche
la psicologia e attraversata da questa doppia visione, ciclica o progressiva.
Per la pratica animativa, non è necessario prendere partito in questa
diatriba. La teoria ciclica e la teoria progressiva non escludono l'idea
di intervento umano come
ipotesi di deviazione della traiettoria del destino.
L'Animazione agisce, come altre pratiche sociali, sulla base della arrogante presunzione di poter promuovere cambiamenti, ostacolando il destino. Diciamo in sintesi quali concetti sono alla base di questa pretesa.
1-Il
Cambiamento è l'unica ragione dell'esistenza dell'Animazione.
2-Il Cambiamento è il passaggio da uno stato ad un altro, diverso
dal precedente.
3-Il Cambiamento è comunque sempre affidato alla responsabilita del
Soggetto utente dell'Animazione.
4-Il Cambiamento si fonda sul bisogno della diminuzione di un malessere
o sul desiderio dell'aumento del benessere.
5-Il Cambiamento è insieme voluto e rifiutato.
6-Il lavoro per il Cambiamento è un lavoro sulle difese da esso.
7-L'Occidente è pronto per un lavoro di cambiamento di sé
verso la soddisfazione dei bisogni superiori.
L'Animazione
è una pratica di cambiamento e fonda su esso la sua esistenza. Questa
affermazione non è solo ideologica o moralistica. Risponde al principio
della sopravvivenza della professione animativa ed ai reali bisogni della
Società odierna. Pratiche conservative, evasive, decorative esistono
già, consolidate e inattaccabili: l'assistenza, lo spettacolo, l'arte,
lo sport hanno una tradizione cospicua e coprono tutti i bisogni di stabilità.
L'Animazione, quando cerca di porsi su questi terreni (per esempio nel settore
turistico o nelle feste di piazza) produce un effetto tristissimo da Circo
di periferia. L'Animazione evasiva o decorativa ha una valenza kitch da
avanspettacoli per i poveri. Non è attrezzata tecnicamente per fare
davvero assistenza, spettacolo, arte o sport. L'Animazione ha le competenze
solo per indurre mutamenti, nemmeno per gestirli: il che appartiene a serie
pratiche conservative come l'istruzione-addestramento, il management, l'amministrazione.
Per
Cambiamento l'Animazione, laica e tecnica, non intende il viaggio verso
la santità né la rivoluzione del proletariato. Più
semplicemente un passaggio di stato, scelto dal Soggetto. Dall'esterno questo
cambiamento può apparire inutile, dannoso, insignificante, pericoloso,
disdicevole, ma dall'interno del Soggetto questo resta un cambiamento da
una forma ad un'altra, da una condizione ad una diversa. L'elemento decisivo
che l'Animazione
persegue e la variazione soggettiva, l'espansione di opportunità
percepita. Tale concetto di Cambiamento non ha nulla di ideologico, ma resta
un semplice servizio all'utente. Attestarsi su questo livello è l'arduo
compito dell'Animazione professionale. Questo concetto è collegato
a quello che assegna al Soggetto la responsabilità di decidere quale
Cambiamento, di quale entità ed in quale tempo effettuarlo.
Il
Soggetto è il sovrano dell'azione animativa e del cambiamento ad
essa correlato. Anche questa affermazione non va letta in senso ideologico,
ma solo in termini di efficacia. Nessuno può essere costretto a cambiare.
La libertà e la forza di ogni utente (anche minore o disabile) sono
tali che solo esso puo gestire il passaggio da uno stato ad un altro. L'Animazione
e lo stimolo, il supporto, l'occasione e nulla più.
Il Cambiamento si fonda (freudianamente) su un principio economico. Il
Soggetto lo ricerca per il bisogno di ridurre un disagio, ovviamente soggettivo.
Non si tratta dunque solo di una condizione di sofferenza visibile (anziani
non autosufficienti, bambini abbandonati, immigrati, ecc.), nella quale
a volte il disagio non è neppure percepito. Ma anche della sofferenza
invisibile che colpisce ogni giorno l'umanita sottoposta al "normale"
disagio dell'esistenza e della convivenza. Ma il Soggetto, sempre più
spesso in tempi di fine della penuria, ricerca il Cambiamento anche
per un desiderio di maggior benessere. I Soggetti, usciti dalla schiavitù
della paura della scarsità, aumentano i loro desideri, i loro sogni,
i loro progetti di potenziamento. Tutto ciò implica per l'Animazione
la rinuncia a opzioni doveristiche per stimolare il cambiamento. I richiami
alla coscienza, alla morale, al dovere non hanno mai prodotto cambiamenti
e dunque l'Animazione professionale deve imparare a farne a meno.
Il
Cambiamento e insieme voluto e rifiutato, quindi il lavoro dell'Animazione
è un lavoro per la riduzione delle difese e l'incremento della volontà
di cambiare. I Soggetti dichiarano sempre di voler cambiare (apprendere,
espandersi, potenziarsi) perchè si tratta di una dichiarazione socialmente
accettabile. Raramente i Soggetti esplicitano il loro rifiuto a cambiare
e la loro paura del cambiamento. Per Soggetti qui intendiamo sia gli utenti
che gli animatori, i quali, nel dichiararsi operatori del cambiamento, non
eliminano per ciò stesso le loro paure e le loro resistenze. Ogni
passaggio di stato è insieme allettante e minaccioso, seducente e
ansiogeno. L'esistente, faticosamente
costruito, può non essere del tutto soddisfacente ma è certo.
Il cambiamento offre sempre percorsi insicuri e traguardi incerti; mette
ansia; alimenta sensi di colpa (se oggi desidero cambiare, è perchè
finora ho sbagliato?). Ogni passaggio di stato è una minaccia alla
nostra identità, costruita con fatica e sofferenza, ed ogni Uomo
sano sente la necessità di difendere la propria identità.
Anche se il risultato ipotizzato è ottimo, ha il difetto dell'ignoto
e dunque ce ne difendiamo.
L'Animazione
è una abile partita a scacchi tesa a far percepire al Soggetto che
le difese, messe per ripararlo dal pericolo, riducono le sue possibilità.
I cancelli impediscono le entrate indesiderate dall'esterno, ma ostacolano
anche quelle desiderate e addirittura l'uscita. Naturalmente l'Animazione
non deve puntare all'abbattimento dei
cancelli, dei confini, dei muri di cinta: operazione anti-identitaria e
peraltro impossibile. Deve aiutare il Soggetto a
rendere piu flessibili le membrane, segnalandogli i vantaggi di ricorrere
a difese piu funzionali. In questo lavoro sulle difese, l'immaginazione
e la simulazione sono tecniche essenziali. E sono strumenti che l'Animazione
sa manovrare con professionalità. L'Occidente è pronto per
un Cambiamento relativo ai suoi bisogni secondari. A.Maslow ha elaborato
una famosa scala delle motivazioni psicologiche a cinque gradini: bisogni
primari o
fisiologici, di sicurezza, di socialità, di autonomia, di autorealizzazione.
La regola identificata da Maslow è che i bisogni del livello superiore
vengono percepiti dal Soggetto quando sono parzialmente soddisfatti quelli
del livello inferiore. La scala di Maslow è stata inventata per spiegare
i comportamenti a livello individuale, ma è utile anche per una lettura
dei fenomeni macro-sociali. L'Occidente, con lo sviluppo della tecnologia
e la caduta
del muro di Berlino, e uscito da secoli di paura della scarsità e
sta perdendo il senso di una minaccia bellica globale. I bisogni primari
o fisiologici, e la sicurezza di continuare a soddisfarli non sono più
a rischio di frustrazione, per la prima volta nella Storia. Dopo trenta
secoli di confronto con la scarsità, l'Uomo occidentale inizia ora
a misurarsi col benessere. Oggi siamo pronti a lavorare per i bisogni immateriali
o secondari come la
socializzazione, l'autonomia, l'autorealizzazione. E' sempre possibile una
regressione all'Era della scarsità, ma improbabile. Semmai si tratta
di inventare nuove organizzazioni sociali e politiche piu eque, per distribuire
meglio la garanzia di soddisfazione dei bisogni primari, ma è certo
che oggi l'Occidente, e forse il mondo intero, e tecnicamente in grado di
entrare nell'Era del Benessere immateriale. L'Animazione è pronta
a
stimolare e facilitare questo passaggio.
*tratto da G.Contessa, L'ANIMAZIONE. Manuale per animatori professionali e volontari. http://www.edarcipelago.com/eLan.htm